da nord, uscire dall autosole al casello di battipaglia o eboli , quindi proseguire per agropoli, vallo della lucania uscita ss18 poderia. proseguire in direzione palinuro - caprioli.
da sud, autostrada a3 reggio calabria - salerno; uscita padula - buonabitacolo - proseguire lungo la bussentina con uscita a poderia. proseguire in direzione palinuro - caprioli.
in treno, linea ferroviaria salerno reggio calabria sino alla stazione di pisciotta - palinuro, che dista circa 700 metri dal villaggio.
in aereo, aereoporto capodichino (napoli), trasferimento alla stazione centrale fs napoli con taxi o bus. treni per palinuro ogni 60 minuti
Pisciotta - salerno - campania
palinuro è la maggiore frazione di centola in provincia di salerno campania. è una stazione balneare del cilento meridionale piuttosto nota il cui nome è legato ad un personaggio dell eneide il mitico palinuro nocchiero della flotta di enea.
posizione
sito non lontano dalle foci dei fiumi lambro e mingardo palinuro si estende sulla piccola penisola dell omonimo promontorio capo palinuro rinomato per le la bellezza paesaggistica le sue emergenze naturalistiche e per la presenza di grotte sottomarine.
palinuro si trova all incrocio delle strade statali 447 447r 562 e 562d; ad 8 km (ovest) da marina di camerota 10 5 (est) da pisciotta 5 (est) da caprioli 7 (sud) da centola e circa 100 (sud) da salerno.
palinuro personifica il caro nocchiero di enea che perde la vita perché il dio del sonno lo fa addormentare con musica e dolci parole e poi lo butta in acqua. così si avvera quello che il fato aveva sempre detto per far sì che enea raggiunga il lazio uno di loro un troiano dovrà morire. enea accortosi della mancanza dell amico lo cerca ma non trovandolo immagina la sua morte. in realtà come raccontato nell eneide palinuro nuota fino a raggiungere la costa dove viene ucciso dai velini e lasciato insepolto sulla riva del mare; per questo motivo quando enea scende agli inferi e incontra il fantasma del suo nocchiero questi lo prega di cercarne il corpo e di dargli degna sepoltura affinché la sua anima possa riposare in pace.
Luoghi d'attrazione
capo palinuro è un promontorio roccioso della costa della campania meridionale tra il golfo di velia e quello di policastro nel cilento. si spinge per circa 2 km nel mare tirreno a ovest della foce dei fiumi lambro e mingardo. vi è ubicata la stazione meteorologica di capo palinuro.
il suo territorio rientra nella frazione palinuro del comune di centola.
è un importante località turistica celebre per le bellezze paesaggistiche legate al mare e al suo entroterra e per le reminiscenze storico letterarie legate al suo nome.
durante l epoca greca il promontorio era già conosciuto dai naviganti per la pericolosità delle sue insidiose correnti a cui «ben si addiceva l epiteto di luogo dove il vento gira πάλιν-οὗρος».[
designarono anche con il nome di una sirena simbolo di acque infide molpè ossia la leggiadra il fiume che scorre alle pendici del capo palinuro.
nel 540 a.c. colonizzatori ionici provenienti da focea eressero su capo palinuro in località molpa un villaggio con annessa necropoli.
virgilio nell eneide dà una sua interpretazione dei fatti narrando di palinuro timoniere di enea che cade in mare tradito dal sonno e giunto a riva viene assalito e ucciso dagli indigeni . gli dei dell oltretomba offesi dall episodio sacrilego puniscono gli abitanti con una tremenda pestilenza.
geologia
il promontorio è costituito da rocce calcaree che scendono a strapiombo sul mare e nelle quali le acque hanno scavato numerose grotte e profonde gole.da ricordare la cala fetente che deve il suo nome ad emanazioni sulfuree la cala delle alghe la cala delle ossa con il suggestivo spettacolo di ossa umane calcinate nella roccia (probabilmente vittime di antichi naufragi). tra le numerose grotte da ricordare almeno la grotta azzurra così chiamata per lo splendido colore delle sue acque.
Città vicine
secondo la tesi più accreditata il toponimo pisciotta deriva da "pixote" ovvero piccola pixus antica città posta nei pressi del fiume bussento dai latini chiamata buxetum.
la distruzione di buxentum per opera dei saraceni di agropoli presumibilmente avvenuta dopo l anno 850 è narrata dal cronista medioevale erchemperto monaco di montecassino il quale trattando di questa città testualmente afferma: "totam supradictam terram crudeliter dilaniabant ". (tradurre "totam supradictam terram crudeliter dilaniabant ").
e verosimile ritenere che i profughi abbandonata la loro città per sfuggire alla furia dei saraceni e per salvarsi la vita ripararono verso queste contrade e in ricordo della antica madre patria vollero imporre a quel primo nucleo abitativo che si andava formando il nome di "pixote".
questa notizia viene confermata da autorevoli storici tra i quali f. cirelli che così annota: "pixiotae nel greco pjsiotes (abitanti di pixo) lasciata la madre patria più volte distrutta vennero almeno in parte ad abitare queste plaghe".
lo storico giacomo raccioppi nel suo libro "storia dei popoli della lucania e della basilicata"(**) ritiene probabile che un gruppo di quel popolo trasferitosi al di là del promontorio di palinuro diede origine "alle prime sedi del piccolo pixo o pixoctum che è il paese odierno di pisciotta" attribuendo però il motivo della fuga dai parte degli abitanti di pixo non agli attacchi dei saraceni bensì all "aere pestifero del suo fiume che impaludava al versarsi al mare".