da palermo prendere autostrada direzione trapani/mazara del vallo uscita castellammare del golfo. raggiungendo la città imboccare la ss 187 direzione trapani. a circa 5 km troverete la prima svolta a destra per scopello, rimanete ancora sulla ss per ca. 1,5 km sempre seguendo la direzione trapani, arriverete ad un secondo incrocio che indica a destra scopello e a sinistra fraginesi, girare a sinistra e ad un 1 km troverete sulla vs. destra un muro bianco con una struttura vetrata, parcheggiate e suonate il citofono... noi siamo lì.
da trapani: prendere autostrada direzione palermo uscita castellammare del golfo. raggiungendo la città imboccare la ss 187 direzione trapani. a circa 5 km troverete la prima svolta a destra per scopello, rimanete ancora sulla ss per ca. 1,5 km sempre seguendo la direzione trapani, arriverete ad un secondo incrocio che indica a destra scopello e a sinistra fraginesi, girare a sinistra e ad un 1 km troverete sulla vs. destra un muro bianco con una struttura vetrata, parcheggiate e suonate il citofono... noi siamo lì.
vi informiamo inoltre che alcune vetture prese a noleggio sono dotate di navigatore, purtroppo molti dei nostri clienti hanno avuto problemi impostando la destinazione e seguendo quanto indicato appunto dal navigatore. vi consigliamo pertanto di non utilizzarlo per raggiungere il nostro resort in quanto non del tutto affidabile.
buon viaggio
Castellammare del Golfo - trapani - sicilia
castellammare del golfo:centro turistico e portuale si estende nella parte più interna del bellissimo golfo omonimo. nata intorno all imponente castello trecentesco si sviluppo in seguito come porto di imbarco del frumento coltivato nel vasto retroterra . il nome deriva da “castrum ad mare” un antico fortilizio saraceno costruito su un torrione pre-esistente ampliato poi nel ‘500 a difesa delle frequenti incursioni dei pirati. castellammare è conosciuta per il suo inestimabile patrimonio ambientale e paesaggistico. un territorio con una bellissima costa a ridosso del quale si elevano in una spettacolare scenografia naturale i rilievi dei monti inici e sparagio. contrapposta alla bella ed ampia spiaggia sabbiosa che si estende ad est del paese la costa occidentale si presenta frastagliata con rocce a picco scogli insenature calette e grotte
è un ripetersi di meravigliosi angoli di paesaggio coperti ancora dall originaria macchia mediterranea ed infine si raggiungono i margini della riserva dello zingaro uno dei posti più belli del mediterraneo.
Luoghi d'attrazione
la via del sale
percorrendo la strada costiera che conduce da trapani a marsala ci si ritrova nella riserva naturale delle saline di trapani e paceco di fronte all isola di mozia. la riserva è stata istituita per tutelare questa importante area caratterizzata da acque di bassa profondità e ricca di fauna e flora. le origini delle saline risalgono ai fenici che grazie alle propizie condizioni geografiche e climatiche di questa zona vi installarono delle vasche per la raccolta delle acque marine da cui si estrae il sale nel tempo esse conobbero periodi di floridezza e momenti di abbandono ma sono giunte sino ai giorni nostri nel loro splendore e nella loro produttività.
il procedimento è lungo e complesso: l acqua dapprima viene raccolta nelle “fridde” che sono vasche esterne con acqua fredda e di dimensioni più grandi rispetto alle altre. attraverso un mulino centrale l acqua viene passata nel “vasu cultivu” cioè in una vasca dove ci sono residui che funzionano da agente lievitante . da cui l acqua scorre fino alla “ruffiana” cioè quella vasca che si trova in mezzo tra il “vasu” e le “caure”.in queste ultime vasche l acqua si riscalda e diventa ancora più salina. infine l acqua giunge alle “casseddri” cioè alle vasche salanti in cui si formano i primi strati di sale. in due particolari momenti dell anno il sale viene raccolto dalle vasche a forma di capanne lungo tutto il perimetro circostante le saline che vengono ricoperte da tegole per proteggere il sale dal sole e dal vento.
mozia
una piccola isola in mezzo ad una laguna così piccola da non far supporre di avere avuto parte nella storia della grande isola la sicilia. eppure su san pantaleo suo nome odierno i fenici diedero vita ad una prosperosa colonia. la posizione strategica circondata dalle acque basse della laguna dello stagnone e naturalmente protetta dalla vicina isola longa la resero un obiettivo ambito sia dai cartaginesi che dai siracusani. ed è proprio a causa di questi ultimi che motya venne completamente distrutta e presto dimenticata per essere poi riscoperta alla fine del secolo scorso. mozia è un ‘antica colonia fenicia fondata nell viii sec. a.c. su una delle quatto isole della laguna dello stagnone l isola di san pantaleo (nome datole in periodo alto-medievale da monaci basiliani trasferitisi sull isola).
riserva dello zingaro
tra san vito lo capo e castellammare del golfo le colline che degradano fino al mare in una miriade di piccole baie annunciano l inizio della riserva dello zingaro. piccoli sentieri disegnati sui dirupi che finiscono nel mare o si inerpicano su i monti consentono di attraversare uno degli ambienti più integri del mediterraneo. in questa zona nidificano decine di specie in via di estinzione in un ambiente ricco di piante rare che fanno della riserva una vera oasi di biodiversità
sfincione - “lu sfinciuni
mentre l impasto lievita farete appassire la cipolla con 3-4 cucchiai d olio dopo aggiungere pomodoro sale pepe e prezzemolo tritato.
stendere l impasto spesso circa 3 cm in una teglia e adagiatevi metà dell intingolo. ponete in forno a 200 c per 15 : estraete unite il resto dell intingolo del pangrattato e un filo d olio. rimettete in forno per altri 15 e servite immediatamente.
gustoso anche lo sfincione con le patate. passate 400 g di patate lesse e mischiatele alla farina con lievito olio epoca acqua. fate lievitare 2 ore. rivestite con metà della pasta una teglia unta e coprite con fette di salamino piccante e di "primo sale" pecorino freschissimo chiudete con la pasta restante coprendola di polpa di pomodoro qualche fetta di patata lessa e origano. cuocete a 220 c per 20 minuti.
cannolo siciliano “lu cannuolo
il cannolo siciliano insieme alla cassata è il dolce più rappresentativo della sicilia
in sicilia si chiama “cannolo” la cannula del rubinetto dove scorre l acqua ed è proprio una canna che viene adoperata per confezionare l involucro (la “scorcia”) che contiene la crema solo che dal rubinetto scorre l acqua mentre dentro al cannolo scorre… la ricotta! è sempre un piacere addentare questa particolare pasta croccante ripiena di freschissima crema di ricotta.
in ogni luogo della sicilia si confezionano fragili e scricchiolanti cannoli che grazie alla maestria dei pasticcieri sono diversi da luogo a luogo nella decorazione. in ogni caso l ingrediente che non può mutare è la crema di ricotta che deve essere rigorosamente di pecora e freschissima. è una leccornia così cara ai siciliani che a piana degli albanesi in provincia di palermo l onorano con la “sagra del cannolo”. qui oltre alla sfilata di carri carnevaleschi (che si svolge ogni anno dal 13 gennaio al 10 febbraio) si possono gustare cannoli di tutte le grandezze dai cannolicchi ai cannoli di dimensioni spropositate che rendono ancor più lieta e allegra l atmosfera carnevalesca ma soprattutto deliziano lo spirito e il palato.
isole egadi polinesia del mediterraneo
le isole egadi favignana levanzo e marettimo sono di fronte al porto di trapani vicine a portata di mano.
si scorgono da trapani dalle saline da mozia da marsala dalla sommità di erice e dalla costa che da trapani porta a monte cofano. vi si arriva in pochi minuti eppure non appena giunti alle egadi si è lontani da tutto immersi in un ambiente ancora incontaminato e di rara bellezza.
il pesce il tonno le aragoste e le verdure mediterranee rappresentano i componenti essenziali della cucina egadina genuina e ricca di sapori che racchiude in sé mille sfumature.
il pesce pescato in questo mare ha un sapore unico ed irripetibile il cous-cous qui trova la sua migliore espressione la ricotta locale è la protagonista assoluta nella preparazione dei dolci.
favignana dominata dal monte di s. caterina dove ogni anno a maggio si ripete il rito antico della pesca del tonno accoglie il visitatore con la regalità della tonnara florio
anticamente “aegusa” è la più estesa delle tre isole. il suo nome è legato indissolubilmente ai florio ed alla mattanza attività di pesca nei secoli passati di importanza rilevante per l economia dell arcipelago oggi importante attrattiva turistica. la costa contraddistinta in alcuni tratti dal surreale scenario delle antiche cave di tufo consente facile accesso al mare.
minuscola (ha una superificie di 6 kmq) levanzo è coperta da colline che culminano nel pizzo del monaco (278 mt) che si getta in mare formando coste rocciose tormentate particolarmente belle nella parte sud-occidentale. attraversata da un unica strada che la percorre da sud a nord è un isola fatta per chi ama la natura e la calma assoluta i ritmi dettati dal mare. l isola ha dei fondali ricchi di testimonianze archeologiche la cui antichissima origine si scopre visitando la grotta del genovese ed osservando le pitture neolitiche di 5.000 anni fa.
a chiudere il triangolo incantato delle egadi marettimo la più lontana e la più selvaggia con le sue splendide grotte i sentieri di montagna piccola isola che offre al visitatore l occasione di ritrovarsi in perfetta simbiosi con la natura. un giro in barca (molti i pescatori che si offrono al porto) permette di scoprire le numerose grotte che caratterizzano la costa e che si aprono su pareti scoscese tra le quali spiccano la grotta del cammello con sul fondo una spiaggetta di ghiaia la grotta del tuono la grotta perciata ed in particolare la grotta del presepio così chiamata per le conformazioni rocciose che per l azione dell acqua e del vento hanno assunto la forma di statuine del presepio.
la mattanza
nei mari di trapani in primavera si compie l antico rito della "mattanza" la pesca del tonno secondo metodi tradizionali ricchi di cultura e storia un insieme di mito e religione di leggenda e scienza. oggi lungo le coste trapanesi sono operanti le tonnare di favignana e quella di bonagia; negli anni 50 erano ben dodici gli impianti attivi ma l inquinamento e il progressivo depauperamento della fauna ittica hanno comportato la chiusura di quasi tutte le strutture e gli antichi stabilimenti dove venivano conservati gli attrezzi di pesca e lavorato il tonno cadono a pezzi struggenti esempi di archeologia industriale offesi dal tempo e dimenticati dagli uomini.
Città vicine
scopello
scopello è un piccolo borgo sorto verso la fine del ‘700 sul sito di un casale arabo. nella stupenda cala limitata dai faraglioni e protetta da vecchie torri di avvistamento si trova la tonnara con il baglio gli edifici e i magazzini
scopello è un piccolo borgo sorto verso la fine del ‘700 sul sito di un casale arabo. nella stupenda cala limitata dai faraglioni e protetta da vecchie torri di avvistamento si trova la tonnara con il baglio gli edifici e i magazzini
le torri danno al paesaggio un alone di mistero ed un fascino che mescola insieme natura e storia. risalgono ad epoche diverse e fanno parte di un sistema di difesa e comunicazione distribuito lungo tutto il perimetro della sicilia
erice
nota internazionalmente per le attività del centro di cultura scientifica e. maiorana è posta sulla sommità del monte erice. camminando lungo i vicoli lastricati sui quali si affacciano edifici dalle facciate scure e dai cortili fioriti si incontrano botteghe di artigiani che producono tappeti ricami e ceramiche.
erice celebre per il santuario di afrodie-astarte la venere ericina dei romani conserva una suggestiva impronta medievale. antico centro sicano-elimo dal secolo v a.c. passò sotto il dominio unico di cui restano le mura di fortificazione e poi romano. appartiene ai secoli xii-xiii il castello di venere così chiamato perché al suo interno sono stati trovati i resti dell antico tempio un pozzo sacro e un abitazione punica.
erice celebre per il santuario di afrodie-astarte la venere ericina dei romani conserva una suggestiva impronta medievale. antico centro sicano-elimo dal secolo v a.c. passò sotto il dominio unico di cui restano le mura di fortificazione e poi romano. appartiene ai secoli xii-xiii il castello di venere così chiamato perché al suo interno sono stati trovati i resti dell antico tempio un pozzo sacro e un abitazione punica
trapani
la città sorge davanti all arcipelago delle isole egadi e si protende nel mare su una stretta penisola e nel retroterra pianeggiante raggiunge le pendici del monte erice.
drepanum per i greci in virtù della sua forma a falce fu base navale cartaginese.
il porto dopo la conquista normanna divenne un centro di traffici molto attivo.
la città è di aspetto prevalentemente moderno con un nucleo storico nella parte occidentale.
corso vittorio emanuele la via principale della città vecchia è fiancheggiato da edifici barocchi mentre al sec. xvi risale la bella chiesa di s. maria del gesù. trecentesco il santuario dell annunziata mentre l ex-convento dell annunziata ospita il museo nazionale pepoli con preziose raccolte di archeologia pittura e scultura.
di eccezionale suggestione è la processione del venerdì santo quando i misteri antiche statue in legno riccamente ornate e raffiguranti episodi della passione di cristo vengono portate a spalle attraverso la città mentre dai balconi vengono lanciati petali di fiori. visitando la città non si può dimenticare di assaggiare il tipo cannolo siciliano ripieno di ricotta e lo sfincione tipica pizza siciliana inoltre il teatro dell opera dei pupi siciliani fa tutt oggi parte integrante della cultura trapanese
l opera dei pupi è un aspetto della tradizione e della cultura siciliane ed è degnamente ricordata come un mezzo di esaltazione della rivolta del povero e della trasmissione di comportamenti spavaldi in difesa dell onore. anche se attualmente tale espressione artistica ha perso parte del suo fasto a causa della concorrenza di altre forme culturali d intrattenimento come il cinema e la televisione evento che ha portato i pupari a chiudere alcuni teatri e nonostante le critiche di alcuni "dotti" che l hanno giudicata una forma d arte adatta semplicemente ad un pubblico poco istruito (accuse per altro non fondate) ancor oggi essa è un simbolo isolano ed attira tutti coloro che vogliono immergersi nel folclore locale siciliano ed è anche un degno argomento per la realizzazione di mostre e per musei permanenti.