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HOTEL MORO FREONI - San Pietro in Cariano - VERONA - Voto: 42


l albergo di categoria 3 stelle con ristorante e bar è situato nella zona della valpolicella, nota oltre che per le bellezze naturali e storico-artistiche, anche per l omonimo vino di alta qualità e prestigio apprezzato in tutto il mondo. la sua posizione è strategica perché è situato vicino all imbocco della tangenziale che porta al lago di garda, a poca distanza dai monti ed a 10 minuti dal centro storico di verona con il vantaggio di essere però fuori del caos cittadino hotel moro freoni è adagiato ai piedi delle colline moreniche situate ad est del lago di garda, nate dai sedimenti di morene depositati dai continui spostamenti delle lingue del ghiacciaio che diedero origine al lago. abitate sin dal neolitico, le nostre colline sono conosciute per i loro eccellenti vini: il valpolicella, l amarone, il recioto della valpolicella, il soave ad est, il bardolino, il custoza ed il lugana nelle colline a sud del lago, i vini della “terra dei forti” nella zona della valdadige i lavori di totale ristrutturazione dell edificio (2009) consegnano al settore turistico-ricettivo un hotel completamente nuovo dotato quindi dei servizi più attuali richiesti da chi viaggia per affari e/o per diletto: accesso per diversamente abili, bar, ristorante, room service, sala meeting, ascensore, cassaforte, plateatico esterno, parcheggio riservato, connessione internet wi-fi, telefono, ricevimento diurno e notturno, servizio bagagli, servizio lavanderia, informazioni turistiche e aziendali. forniamo inoltre servizio di navetta da e per l opera in arena, pick up da e per l aeroporto e la stazione ferroviaria e noleggio biciclette per gli amanti della natura. tutte le camere sono dotate di bagno privato, telefono, tv, climatizzazione, set di cortesia, balcone. forniamo inoltre servizio di navetta da e per l opera in arena, pick up da e per l aeroporto e la stazione ferroviaria e noleggio biciclette per gli amanti della natura. p.s. ristorante con cucina casalinga!
Anteprima foto inserite

Hotel Moro Freoni visuale esterna 
Davanti al parcheggio 2 querce da sughero Hotel Moro Freoni 
Una camera doppia con TV e scrittoio Hotel Moro Freoni 
Una camera accogliente Hotel Moro Freoni 
Il bagno con doccia, servizi ed asciugacapelli Hotel Moro Freoni
Il bagno con doccia, servizi ed asciugacapelli

Servizi

L hotel dispone anche di bar e ristorante dove si può gustare solo cucina casalinga!

(euro) a notte bassa stagione a notte alta stagione settimanale
Singola 45 120 45
Doppia 55 180 55
Tripla 60 180 60
Suite 80 220 80

In occasione dell apertura del nuovo Hotel Moro Freoni, per il mese di giugno le tariffe saranno le seguenti:
€ 50,00 BB in singola
€ 70,00 BB in doppia



Recapiti di hotel moro freoni

Indirizzo: Via Nazionale del Brennero, 23/31
Telefono: +39. 0457725144
Telefono2: +39. 3497700218
Fax: +39. 0454850832


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distanze dai punti di maggiore interesse

da aeroporto "valerio catullo"

piazzale aeroporto vr
1. procedi in direzione sudest verso piazzale aeroporto 70 m
2. svolta leggermente a destra in piazzale aeroporto 0,1 km
3. svolta leggermente a destra per rimanere su piazzale aeroporto 42 m
4. svolta leggermente a destra in via aeroporto/sp26a 0,3 km
5. svolta a sinistra verso sr62 0,1 km
6. prendi lo svincolo per la sr62 4,8 km
7. prendi l uscita per sr62 2,2 km
8. prosegui su ss12 6,4 km
9. prendi l uscita sp1a per entrare in via brennero/sp1a verso verona 2,9 km
moro freonipescantina vr

da stazione f.s. "verona porta nuova"

piazzale 25 aprile
1. procedi in direzione est su piazzale 25 aprile 0,1 km
2. svolta a destra per rimanere su piazzale 25 aprile 74 m
3. svolta a sinistra per rimanere su piazzale 25 aprile 87 m
4. svolta a destra per rimanere su piazzale 25 aprile 78 m
5. svolta a destra per rimanere su piazzale 25 aprile 74 m
6. svolta a destra in viale cardinale girolamo 88 m
7. svolta a sinistra in via città di nimes 61 m
8. svolta a sinistra in viale luciano dal cero 0,3 km
9. prosegui su viale colonnello galliano 1,3 km
10. prosegui su viale cristoforo colombo 0,5 km
11. prosegui su via leone pancaldo 1,3 km
12. prosegui su viale caduti del lavoro 0,5 km
13. svolta a sinistra in via ca di cozzi/sp1a
continua a seguire la sp1a 7,0 km
moro freonipescantina vr

dal centro storico di verona "piazza bra "

piazza brà 37122 verona vr
1. procedi in direzione est da piazza bra verso piazza brà 0,2 km
2. svolta a destra in ponte cittadella 37 m
3. prosegui su piazza cittadella 50 m
4. svolta a destra per rimanere su piazza cittadella 0,2 km
5. prosegui su via andrea paglieri 79 m
6. svolta a sinistra in corso porta nuova 0,6 km
7. svolta a destra in circonvallazione alfredo oriani 0,7 km
8. svolta leggermente a destra in piazzetta porta palio 39 m
9. svolta a sinistra per rimanere su piazzetta porta palio 66 m
10. svolta a destra in viale colonnello galliano 0,2 km
11. svolta leggermente a sinistra per rimanere su viale colonnello galliano 0,8 km
12. prosegui su viale cristoforo colombo 0,5 km
13. prosegui su via leone pancaldo 1,3 km
14. prosegui su viale caduti del lavoro 0,5 km
15. svolta a sinistra in via ca di cozzi/sp1a
continua a seguire la sp1a 7,0 km
moro freonipescantina vr

dalla fiera di verona "verona fiere"

viale del lavoro
1. procedi in direzione nord da viale del lavoro verso via giovanni scopoli 0,5 km
2. prosegui su viale del piave 0,9 km
3. svolta a sinistra in piazzale porta nuova 0,1 km
4. prosegui su viale luciano dal cero 0,8 km
5. alla rotonda, prendi l uscita 2a per viale colonnello galliano 1,0 km
6. prosegui su viale cristoforo colombo 0,5 km
7. prosegui su via leone pancaldo 1,3 km
8. prosegui su viale caduti del lavoro 0,5 km
9. svolta a sinistra in via ca di cozzi/sp1a
continua a seguire la sp1a 7,0 km
moro freoni

da lazise sul garda

lazise vr
1. procedi in direzione sud da via porta del lion verso via rocca 0,1 km
2. prosegui su via rosenheim 0,1 km
3. svolta a sinistra in via marra 0,2 km
4. alla rotonda, prendi l uscita 2a per via dosso/sp5
continua a seguire la sp5 12,7 km
5. entra nella ss12 attraverso lo svincolo per san pietro in cariano/trento/sant ambrogio di val policella/pescantina 4,2 km
6. prendi l uscita sp1a per entrare in via brennero/sp1a verso verona 2,9 km
moro freoni





Luoghi d'attrazione
il lago di garda

il lago di garda o benàco o bènaco (variante utilizzata sul lago e nelle zone limitrofe) è il maggiore lago italiano con una superficie di circa 370 km². cerniera tra tre regioni la lombardia (con la provincia di brescia) il veneto (provincia di verona) e il trentino-alto adige (provincia di trento) esso è posto in parallelo all adige da cui è diviso dal massiccio del monte baldo. a settentrione si presenta stretto ad imbuto mentre a meridione si slarga ed estende circondato da colline che rendono più dolce il paesaggio. il lago è un importante meta turistica e viene visitato ogni anno da centinaia di migliaia di persone. il lago di garda divenne territorio romano nel 197 a.c. (precedentemente era stato sotto il controllo dei veneti e dei galli cenomani) e nell 89 a.c. vennero concessi i diritti già delle città latine per volontà del console romano gneo pompeo strabone. in età imperiale probabilmente lonato sirmione lazise torri del benaco e malcesine erano difese da mura. nel 243 nel garda si verifica il primo terremoto ricordato da fonti storiche una leggenda narra che fu un vero e proprio cataclisma e le conseguenze furono talmente disastrose che la città di benacus scomparve tra le acque del lago (questa città si trovava dove ora sorge toscolano). anche l isola del garda ebbe origine in quel periodo quando a seguito del cataclisma si staccò dalla vicina costa di s. felice. pochi anni più tardi nel 268 nelle vicinanze del garda si combatté la battaglia del lago benaco tra l esercito dell impero romano comandato dal futuro imperatore claudio il gotico e la federazione germanica degli alemanni. la schiacciante vittoria ottenuta dai romani segnò l inizio della ripresa dell impero dopo la crisi del iii secolo ma non fu sufficiente a frenare le incursione germaniche in italia. nel 568-569 i longobardi occuparono l italia settentrionale e quindi anche l area del lago anche se loro testimonianze sono presenti più che altro a sirmione e garda forse perché città strategicamente importanti e già dotate di fortificazioni. il lago rimase al confine tra tre potenti ducati longobardi quelli di verona di trento e di brescia e fu al centro di un importante rete di comunicazioni sia commerciali sia militari. nel 963 l imperatore ottone i conquistò garda dove si erano rifugiati i figli del re d italia berengario ii mentre all inizio dell xi secolo dopo un suo successore sul trono imperiale enrico ii creò la contea di garda. nel xiii secolo la sanguinarie lotte tra fazioni guelfe e ghibelline si fecero ancora più aspre e alcune testimonianze indicano che le città del basso lago e della sponda occidentale si schierarono in favore della parte ghibellina anche per difendere la propria indipendenza da brescia che era invece uno dei capisaldi dei guelfi. nel 1207 i montecchi (famiglia ghibellina di verona) vennero battuti a verona dai sambonifacio e così anche la gardesana (la sponda orientale) venne coinvolta direttamente nella guerra civile combattuta dalle fazioni veronesi (che tra l altro avrebbero portato in seguito all ascesa della signoria degli scaligeri). i capifamiglia dei montecchi furono cacciati dalla città dai sambonifacio e furono costretti a rifugiarsi nel castello di garda e poi in quello di peschiera del garda dove furono messi sotto assedio: furono catturati solo due anni dopo e furono consegnati all imperatore ottone iv. da allora la forza dei montecchi venne meno (anche se rimasero a verona fino all espulsione attuata da cangrande i della scala per avere tentato di prendere il potere insieme a federico della scala). secondo la tradizione intorno agli anni venti del duecento san francesco d assisi fondò un monastero sull isola di garda. nel 1276 mastino i della scala e alberto i della scala organizzarono una spedizione contro sirmione dove era presente una corposa comunità di eretici catari e patareni per poter togliere verona dalla scomunica papale. in questo periodo si affermò la signoria scaligera che avrebbe lasciato molte testimonianze nei centri abitati del lago (soprattutto ma non solo nella sponda orientale). nel 1387 il garda orientale viene occupato dai visconti ma nel 1405 passa nelle mani della repubblica veneta con la dedizione di verona a venezia mentre la sponda occidentale è afflitta da una nuova lotta tra ghibellini e guelfi. vent anni dopo nel 1426 i visconti perdono brescia (e quindi anche la sponda occidentale del lago) che passa nelle mani di venezia anche in questo caso tramite dedizione: i 34 comuni benacensi ottengono dalla serenissima ampie autonomie ed a salò si stabilisce il provveditore della riviera. la guerra tornò a insanguinare le acque gardensi nel 1438 per via della guerra tra venezia e milano: un evento eccezionale fu il passaggio di una flotta composta da sei galere e venticinque navi sulle pendici del monte baldo trainate da 2.000 buoi. questa flotta navigò sull adige e giunse fin quasi a rovereto da dove venne trasportata sino al lago di garda via terra (il viaggio durò 15 giorni). la flotta venne utilizzata nel lago per contrastare quella milanese ed ebbe il suo maggior successo in un importante battaglia presso riva del garda che costrinse la città a capitolare. nel 1508 si costituisce la lega di cambrai (la quale ha delle mire anche sulla regione gardesana) contro la repubblica veneta: venezia rafforza i castelli di domini di terraferma tra i quali quelli di salò e padenghe ed invia galee sul lago oltre a farne costruire di nuove direttamente sul garda presso l arsenale di lazise. i veneti perdono parte dei loro domini che vengono però recuperati nel 1512 quando a salò può tornare il provveditore. nel 1516 scende in italia l imperatore massimiliano e la riviera torna nuovamente in mano tedesca. presto però i territori tornano ancora in mano veneta. per lungo tempo il territorio non venne colpito direttamente da guerre: solo nel 1701 venne coinvolto nella guerra di successione spagnola quando spagnoli e francesi si posizionarono nelle valli bresciane e sul monte baldo in modo di fermare la discesa delle truppe imperiali. tra anni più tardi alcune zone vengono occupate dalle truppe imperiali ma a nulla valse l invio di ambasciatori da parte della serenissima che si era mantenuta neutrale. anzi durante la permanenza di truppe francesi e tedesche vi furono numerosi scontri e i centri abitati sono più volte bombardati da navi. solo a giugno la guerra si sposta dal lago in altri territori. nel 1786 johann wolfgang von goethe si ferma a torbole e malcesine mentre dieci anni dopo il lago viene coinvolto nelle guerre napoleoniche: a fine maggio i francesi avanzano fino al lago ed il 30 sconfiggono gli austriaci a borghetto sul mincio e conquistano peschiera. a fine luglio vengono invece sconfitti i francesi che devono ritirarsi oltre salò che viene occupata dagli austriaci. si svolgono quindi numerosi nuovi scontri tra gli avversari sul campo di battaglia del lago di garda. l anno seguente i francesi occupano pure mantova mentre le valli bresciane e la riviera insorgono anche se la repubblica veneta mantiene il suo status di neutralità e non invia aiuti in soccorso. i veronesi organizzano indipendentemente delle spedizioni contro i centri occupati dai francesi ma vengono sconfitti e devono ritirarsi a verona dove il 17 aprile ha inizio le insurrezioni antifrancesi denominate pasque veronesi. il 17 ottobre viene però firmato il trattato di campoformio: ai francesi vanno le sponde sud-occidentali mentre agli austriaci quelle nor-orientali. nel 1799 la guerra continua lungo il lago anche con incursioni dall acqua e l anno successivo la riviera torna in mano francese. nel 1815 con la restaurazione nasce il regno lombardo-veneto e tutta la regione gardense torna in mano austriaca. la prima guerra d indipendenza si fa sentire anche sul lago di garda: a salò vengono fatti prigionieri alcuni soldati austriaci ed il giorno seguente le insegne austriache vengono abbattute. l esercito austriaco è costretto a ritirarsi sulla linea del mincio per l avanzata delle truppe piemontesi ma dopo la sconfitta piemontese di custoza viene firmato un armistizio e torna la situazione ante guerra. nel 1859 inizia la seconda guerra d indipendenza ed il 18 giugno i cacciatori delle alpi riescono ad entrare a salò ma garibaldi deve spostare le truppe nelle valli bresciane. poco dopo viene combattuta la battaglia di solferino vinta dai franco-sabaudi ma con l armistizio di villafranca finisce la guerra ed il garda torna ad essere confine in questo caso tra italiani ed austriaci. nel 1866 inizia la terza guerra d indipendenza e garibaldi torna a salò e anche questa è obbligato a spostarsi in questo caso in trentino. nonostante l umiliante sconfitta italiana per mare e per terra il veneto viene consegnato al regno d italia. durante la prima guerra mondiale si combatte sull alto garda lungo le linea del nord baldo ed il 23 luglio avviene il primo bombardamento aereo (colpita riva del garda) il secondo il 10 agosto (colpita malcesine) il terzo il 25 ottobre (riva). l anno seguente vengono installate artiglierie e teleferiche ed il 20 febbraio riva viene colpita nuovamente. nuovi bombardamenti colpiscono desenzano nago e torbole. nel 1918 viene bombardata nuovamente riva mentre continuano le battaglie sul baldo. vengono successivamente bombardate limone e riva ma con la fine della guerra anche la sponda trentina passa in mano italiana. fino al 1943 la seconda guerra mondiale non si fa sentire particolarmente ma dal 15 settembre il comando tedesco si insedia a limone mentre il 10 ottobre benito mussolini si stabilisce a gargnano e nasce la cosiddetta repubblica di salò (o più propriamente repubblica sociale italiana). il primo bombardamento pesante colpisce il viadotto ferroviario di desenzano del garda mentre vengono mitragliata da aerei l ufficio postale di torri del benaco e le postazioni contraeree di malcesine. successivamente vengono compiuti bombardamenti su centri abitati della sponda veronese e nel 1945 si possono "ammirare" nel cielo i combattimenti tra caccia anglo-americani e italo-tedeschi.

Città vicine
verona

verona è una città capoluogo di 265.407 abitanti situata nel veneto. e il secondo comune per popolazione della regione e del triveneto oltre a essere il secondo comune non capoluogo di regione d italia per numero di abitanti. l area metropolitana veronese si estende su 1.426 km² e conta una popolazione di 714.274 abitanti. verona è visitata ogni anno da centinaia di migliaia di turisti molti dei quali stranieri per via della sua ricchezza artistica e architettonica (tra i monumenti più conosciuti l arena e la casa di giulietta) e per le varie manifestazioni annuali (tra le quali le più importanti la stagione lirica areniana e l estate teatrale veronese). la città è stata dichiarata patrimonio dell umanità dall unesco per la sua struttura urbana e per la sua architettura: verona è uno splendido esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente durante duemila anni integrando elementi artistici di altissima qualità dei diversi periodi che si sono succeduti rappresenta inoltre in modo eccezionale il concetto della città fortificata in più tappe determinanti della storia europea. verona è stata abitata fin dal neolitico quando si ebbe la probabile presenza di un villaggio presso la zona meridionale di colle san pietro lungo il corso dell adige uno dei pochi punti guadabili del fiume. quella del colle san pietro è in effetti un area ricca di reperti e vi sono stati trovati addirittura i resti delle case che formavano l antico villaggio. in epoca protostorica nel veronese giunsero i galli cenomani che si stanziarono a ovest sino al corso dell adige e molto probabilmente il villaggio collinare fu abitato insieme dai cenomani e dai veneti. gli storici latini hanno accreditato a euganei reti veneti etruschi o galli cenomani le origini di verona: lo storico polibio afferma che ai suoi tempi (ii secolo a.c.) era ancora numerosa l etnia venetica tra la popolazione della città e infatti la presenza veneta è ben documentata in particolare presso il colle san pietro e a questa sua affermazione si basa l ipotesi della fondazione veneta; l ipotesi della fondazione da parte dei reti e insieme degli euganei è stata invece formulata da plinio il vecchio (dei primi tra l altro la presenza è accertata dai numerosi ritrovamenti nel territorio veronese delle loro ceramiche); quella dei galli cenomani fu invece sostenuta da tito livio. i primi contatti fra roma e verona sono documentati intorno al iii secolo a.c.: vi furono subito rapporti di amicizia e alleanza. probabilmente i primi contatti furono nel 390 a.c. quando i galli di brenno invasero la stessa roma: forse grazie a un azione diversiva dei veneti i galli potrebbero essere stati costretti a venire a patti con i romani. galli cenomani e veneti aiutarono più volte i romani anche nella conquista della gallia cisalpina. nel 174 a.c. a seguito della sottomissione dell gallia cisalpina e dell inizio di un nuovo periodo di colonizzazione della pianura padana cominciò a rivelarsi la grande importanza strategica di verona. il senato romano richiese a cenomani e veneti l ampliamento del castrum fortificato che essi gli avevano concesso sul colle san pietro mentre coloni romani e popolazioni indigene ponevano le basi per l edificazione di una nuova città all interno dell ansa dell adige. grazie a cesare verona ottenne nel 49 a.c. la cittadinanza romana e tramite la lex roscia le venne attribuito il rango di municipium e concesso un agro di ben 3.700 km²: il municipio poté quindi fregiarsi del nome di res publica veronensium. durante il periodo repubblicano verona si sviluppò e la sua economia andò a rafforzarsi: in questo periodo la città ormai spostata nell ansa dell adige cominciò a ingrandirsi e ammodernarsi. durante il periodo imperiale la città divenne un nodo strategico ancora più importante poiché fu utilizzata come base temporanea per le legioni. sotto l imperatore vespasiano la città raggiunse l apice della ricchezza e dello splendore: l ultima grande opera nel i secolo fu l arena) costruita poiché la città che aveva ormai superato i 25.000 abitanti aveva bisogno di un grande edificio per permettere a tutti gli abitanti di assistere agli spettacoli. verona si trovò poi investita anche dalle invasioni barbariche essendo il primo baluardo dell italia alle discese dal nord europa. per questo l imperatore gallieno nel 265 fece allargare le mura della città fino a includervi l arena fortificandola in soli sette mesi. verona è una delle maggiori città d arte d italia per le sue ricchezze artistiche e archeologiche. la città ha uno sviluppo complesso ma due opere murarie ne accentuano la divisione tra parte romana e moderna (fino alla seconda metà dell ottocento): da una parte le mura romane che circondano il cuore della città tra porta borsari porta leoni e le mura di gallieno dall altra la cosiddetta circonvallazione interna con fortilizi rinascimentali (completati sotto gli austriaci). nella verona antica è sensibile l opera restauratrice di cangrande della scala: il forte impatto visivo dato dal colore rosso dei mattoni degli splendidi palazzi gotici è temperato dal sapiente utilizzo dell antico marmo bianco romano; opera questa frutto della politica scaligera di ritorno ideale ai fasti imperiali. da qui la nuova urbs marmorea rifulgente nel bianco lastricato di piazza delle erbe al centro della quale troneggia luminosa la fontana di madonna verona composta di parti provenienti dalle antiche terme romane. verona ha avuto secondo i dati istat una crescita demografica costante fin dal 1871 (primo anno in cui vennero censiti il numero degli abitanti della città) che ha portato dagli 86.443 abitanti di allora ai 266.205 abitanti del 1971. gli anni settanta hanno visto una crescita demografica pressoché nulla e negli anni successivi vi fu un leggero decremento proseguito fino al 2001 con un minimo di 253.208 abitanti. contemporaneamente però vi fu una grande crescita della popolazione nell area metropolitana. dal 2001 in buona parte grazie all aumento degli stranieri vi è stato un aumento costante della popolazione: il 31 dicembre 2007 nel comune risiedevano 264.191 abitanti di cui 30.970 stranieri ovvero l 11 7% sulla popolazione totale; i principali paesi di provenienza degli stranieri residenti a verona risultano essere lo sri lanka e la romania seguiti da marocco nigeria moldavia albania e ghana. l ultimo dato disponibile è del 31 gennaio 2009 in cui risulta che la popolazione è cresciuta ancora raggiungendo i 265.407 abitanti. in questo lungo arco temporale l area urbana si è trasformata e dalla città racchiusa all interno della cerchia muraria si è giunti a una piccola area metropolitana di 714.274 abitanti ed estesa su 1.426 km² grazie alla progressiva incorporazione di piccoli comuni che circondano la città che ormai vanno a formare con essa un complesso tessuto urbanistico. verona viene vista dal vasari come città simile alla sua firenze dal punto di vista geografico urbanistico e soprattutto per costumi fioritura artistica e vivacità intellettuale. vedeva nella città romanica gotica ma anche classica e monumentale la contraddizione all egemonia veneziana. effettivamente numerose sono le differenze tra verona e venezia nonostante il dominio di quest ultima sia durato nella città per ben quattro secoli: l arte e l architettura veneziana fanno pensare all oriente ortodosso alle origini bizantine e quindi greche mentre verona distante solamente un centinaio di chilometri colpisce per le mastodontiche chiese romaniche e gotiche. a verona hanno lavorato nei secoli numerosi artisti veronesi e non. nel xii secolo lo scultore romanico niccolò portò nella città una nuova arte occidentale e romanza: è in questo periodo che si sviluppa la verona romanica mentre sotto la signoria scaligera la città sviluppò e mantenne a lungo un aspetto gotico e araldico con uno stile che raggiunse la massima espressione nel castel vecchio (e soprattutto nel suo monumentale ponte) e nelle arche scaligere. la civiltà pittorica veronese vede dal trecento attivi artisti come l altichiero e nel quattrocento personalità come stefano da zevio e soprattutto il pisanello uno dei massimi esponenti italiani del gotico internazionale. più tardi durante il rinascimento lavorano domenico morone e il figlio francesco morone oltre all eclettico giovan francesco caroto. l arte veronese mantiene costantemente delle peculiarità che la rendono riconoscibile dall arte portata da venezia nei domini di terraferma grazie all opera di artisti come il veronese tiepolo alessandro turchi e più tardi giambettino cignaroli e angelo dall oca bianca tanto che è lecito parlare di una "scuola veronese". anche grazie william shakespeare verona è oggi una città ampiamente conosciuta e ammirata nel mondo e proprio in funzione shakespiriana sono presenti nel mondo ben 27 località di nome verona: le varie verona statunitensi canadesi e australiane nascono dalle sue opere. shakespeare non visitò mai verona ma la conobbe attraverso scritti di luigi da porto masuccio salernitano e matteo bandello che lo ispirarono per la sua opera più famosa la tragedia di romeo e giulietta. il bardo aveva probabilmente un rapporto particolare con l immagine che si era creato della città tanto che è menzionata anche ne i due gentiluomini di verona e la bisbetica domata. già il famoso poeta george byron attesta l importanza del ruolo avuto da william shakespeare nel plasmare la fama della città nel mondo. nelle sue lettere il poeta sottolineava come i veronesi sostenessero con ostinazione l autenticità della storia di romeo e giulietta d altronde la rivendicazione della veridicità della leggenda e l identificazione dei luoghi dove la vicenda si sarebbe svolta erano cominciate già molto tempo prima: il primo luogo a essere "riscoperto" fu la tomba dei due amanti identificato nel cinquecento in un sepolcro vuoto in marmo rosso veronese nei pressi di un convento. furono molti i nomi famosi che resero omaggio ai due amanti in questo luogo tra cui madame de staël maria luigia d austria heinrich heine charles dickens e lo stesso george byron. la tomba venne spostata prima dall orto del convento al chiostro e nel 1868 al coperto ma la sua sistemazione definitiva si ebbe solo nel 1937 grazie all opera di antonio avena: essa venne spostata all interno di una loggia in romanico veronese che venne risistemata in chiave scenografica con l utilizzo di due vani sotterranei trasformati in una cripta gotica. contemporaneamente vi fu la sistemazione della casa di giulietta identificata in una casa medievale dotata dello stemma di un cappello dimora della famiglia capuleti che charles dickens descrive nelle pictures from italy come un miserabile alberguccio. in effetti a seguito dei rimaneggiamenti sette-ottocenteschi risultava essere diventata una casa popolare a ringhiera anche se la stretta facciata in cotto evocava ancora il medioevo. così antonio avena fece impiego di materiale di spoglio e andò a inserire un nuovo balcone costituito da un lastrone di marmo che era in stato di abbandono nel cortile del castel vecchio. la spregiudicata opera di restauro fece diventare la casa di giulietta nuova immagine simbolo di verona insieme all arena. il balcone ripreso dalla statua di giuliettal ultimo luogo in ordine cronologico a essere riconosciuto è la casa di romeo la quale mostra ancora oggi intatta la sua naura e aspetto di casa fortificata appartenuto ai nogarola amici fidati degli scaligeri e posto accanto le arche scaligere dove riposa anche bartolomeo i della scala sotto il cui dominio si sarebbe svolta la vicenda secondo luigi da porto. più che i singoli luoghi legati alla tragedia però è l idea della splendente verona medievale in cui si sarebbe svolta la vicenda di cui si sono innamorati turisti spettatori e lettori il cui profumo si respira ancora tra le strette e folcloristiche vie del centro. sono comunque effettivamente esistite a verona due famiglie di nome montecchi e capuleti (o cappelletti): i montecchi importanti mercanti veronesi furono coinvolti in lotte sanguinose per il controllo del potere a verona anche se non si hanno notizie di rivalità con la famiglia dei capuleti. si ha invece conoscenza della presenza dei capuleti fino agli anni della permanenza di dante a verona nell attuale casa di giulietta dove la loro presenza è testimoniata dallo stemma del cappello sulla chiave di volta dell arco nel cortile dell edificio dove a inizio novecento è stato ricostruito il famoso balcone: quindi la casa di giulietta è la reale casa dei capuleti anche se la storia d amore è frutto della fantasia shakespeariana.



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