in auto
l elba e raggiungibile in auto imbarcandosi a piombino, dove due compagnie di navigazione, toremar e moby lines, dispongono di confortevoli traghetti che durante il periodo estivo effettuano numerose corse plurigiornaliere.
con una sola ora di navigazione si coprono i circa 10 chilometri che separano l isola dal continente, raggiungendo i porti di portoferraio, porto azzurro e rio marina. esiste anche un collegamento veloce tramite aliscafo, per il solo trasporto passeggeri, che in soli 20 minuti raggiunge cavo, frazione di rio marina, proseguendo poi, per portoferraio, dove arriva dopo altri 15 minuti di navigazione.
da nord:
autostrada a12 per genova-livorno uscire a rosignano.
proseguire sulla s.s aurelia fino a venturina-isola d elba e di qui proseguire per piombino marittima.
da nord-est:
autostrada a1 bologna-firenze-pisa-livorno uscire a rosignano.
proseguire sulla s.s aurelia fino a venturina-isola d elba e di qui proseguire per piombino marittima.
in alternativa, sfruttando la s.g.c. firenze-pisa-livorno: uscire a firenze signa e seguire la s.s. fino a collesalvetti; rientrare in autostrada fino a rosignano marittimo quindi prendere la superstrada fino a venturina, quindi piombino marittima.
da sud:
autostrada a12 roma-grosseto s.s aurelia uscita venturina-isola d elba, proseguire per piombino marittima.
Capoliveri - livorno - toscana
capoliveri:
la zona era già popolata nell epoca etrusco-romana. sono state trovate monete e statuette ora conservate a napoli nel museo archeologico. durante l impero romano sono stati documentati i nomi caput liberum capitis ilvae caput liseri o caput liveri. il significato non è certo. forse il nome sta in rapporto con il dio liber o bacco. dato che già plinio descrisse la viticoltura della regione questa spiegazione secondo alcuni storici sarebbe possibile.
dopo la caduta dell impero romano cioè durante i regni romano-barbarici l elba diventò un rifugio per la popolazione dell italia centrale. dall xi al xiv secolo fece parte del comune di pisa; dal 1399 fu governata dal duca di piombino. nel 1548 fu ceduta a cosimo i de medici (1519-1574) primo granduca di toscana. filippo iii di spagna conquistò porto longone nel 1596 e nel 1709 diventò parte del regno di sicilia.
dopo la campagna d italia di napoleone i nel 1799 la popolazione di capoliveri sviluppò una resistenza ostinata. quando i cittadini uccisero un gruppo di soldati francesi in fuga da longone il contrattacco di una guarnigione proveniente da portoferraio distrusse quasi tutto il paese. questo sfondo storico spiega perché quando napoleone i nel 1814 arrivò in esilio come re dell elba fu accolto con scetticismo a capoliveri mentre tutti gli altri comuni dell elba lo salutarono come liberatore. i cittadini rifiutarono il pagamento delle tasse; la resistenza fu guidata da due preti locali. terminò però quando questi organizzatori furono arrestati.
durante il risorgimento il medico vincenzo silvio (nato a capoliveri il 9 maggio 1805) era conosciuto come patriota. fu arrestato a roma per le sue idee sullo stato nazionale e rinunciò alla sua carriera; venne licenziato "per incapacità". dopo l unificazione italiana nel 1860 tornò a capoliveri come medico militare. dopo la sua morte (1873) furono distrutti i documenti famigliari e per questo il personaggio fu dimenticato per molti anni. oggi una associazione privata si dedica a ricerche sulla sua vita e ha chiesto all amministrazione comunale di intitolargli una via del paese.
oggi una delle risorse economiche più importanti per capoliveri è il turismo.
Luoghi d'attrazione
villa di san martino
coordinate: 42°47′10″n 10°16′47″e / 42.78620471168612 10.279769897460938
la villa di san martino o villa bonaparte è una delle due residenze che napoleone bonaparte ebbe all isola d elba fra il maggio 1814 ed il febbraio 1815.
situata in località san martino nel comune di portoferraio sebbene sia spesso indicata come casa di campagna era di fatto la più importante destinata comunque alla vita privata dell imperatore in esilio che per la sua attività pubblica si serviva essenzialmente dell altra casa la palazzina dei mulini posta nella parte alta di portoferraio.
storia e architettura
pur essendo una villa di dimensioni ridotte napoleone volle che non avesse niente da invidiare in fatto di comodità e raffinatezza alla vita parigina.
la struttura ha una semplice pianta quadrata con il primo piano destinato alla vita sociale e quello al terreno con i servizi come il bagno neoclassico detto di paolina con una raffigurazione della verità affrescata.
la galleria demidoff
al primo piano l imperatore fece realizzare una biblioteca dove si dice che passasse molto tempo. le due stanze più importanti sono quella del nodo d amore dedicata alla sua unione con maria luisa d asburgo-lorena e la sala egizia decorata con geroglifici e piramidi un grande zodiaco sul soffitto e altre scene che rappresentano i momenti salienti delle imprese di napoleone; al centro di quest ultima stanza si trova ancora una vasca ottagonale.
dopo i cento giorni la villa rimase in stato d abbandono per molti anni fino a quando il principe russo anatolio demidoff del casato dei demidoff figlio dell ambasciatore russo a firenze non si sposò con la nipote di napoleone matilde bonaparte ed entrò in possesso della villa.
demidoff si profuse nell arricchimento della villa creando nel 1851 la cosiddetta galleria demidoff un edificio in stile neoclassico di solo un piano progettato dall architetto niccolò matas (l autore della facciata della basilica di santa croce a firenze).
in questa galleria decorata con coppie di colonne di granito anatolio sistemò dopo la morte di napoleone una sorta di museo a lui dedicato con armi quadri e altri cimeli.
all ingresso si trova la statua della galatea di antonio canova che pare si fosse ispirato per la scultura alle fattezze di paolina bonaparte. la villa appartenne poi alla famiglia dei pullè ed una parte fu acquistata dal conte bernardo barbiellini amidei.
all esterno fu creato un viale di gelsi e aiuole geometriche all italiana secondo il dominate stile eclettico. il parco retrostante alla villa venne arricchito con piante esotiche e voliere per uccelli pregiati.
nel 1880 la dinastia dei demidoff si estinse almeno nel ramo "toscano" e le loro collezioni vennero sfortunatamente disperse. la galleria napoleonica divenne un museo e in seguito uno spazio espositivo per varie mostre di lungo periodo. oggi dopo lavori di restauro ospita stampe del periodo di napoleone provenienti da varie collezioni private.
Città vicine
portoferraio:
il distretto di ferraio fu ceduto dagli appiani per ordine dell imperatore carl v ai medici nel 1547. portoferraio fu fondata per volere di cosimo i granduca di toscana da cui la città prese il primo nome "cosmopoli" nel 1548 concepita come presidio militare con lo scopo di difendere le coste del granducato e dell isola d elba.
la città exclave toscana nel principato di piombino all inizio era poco più che un insieme di fortificazioni (ancora tutt oggi visitabili e ben conservate) come i tre forti: forte stella forte falcone e la linguella (mentre forte inglese fu realizzato successivamente per rinforzare la cittadina da parte in vista dell assedio della flotta britannica) e la bellissima cinta muraria i cui resti ancora in buono stato e resi abitabili circondano il centro storico di portoferraio.
il porto di portoferraio rimase sotto il controllo del granducato di toscana fino al xviii secolo quando l isola per la sua posizione strategica fu al centro di una guerra tra francia austria e inghilterra. nel 1814 l isola fu affidata a napoleone bonaparte come sede del suo primo esilio. napoleone scelse portoferraio come capoluogo dell isola; nella città sono ancora presenti e visitabili le due ville che furono sua residenza quella di san martino e la villa dei mulini.
fu grazie al regno dell imperatore francese seppur breve (1814-1815) che portoferraio crebbe in importanza e modernità in maniera esponenziale come tutta l isola del resto grazie alle infrastrutture create e alla valorizzazione delle miniere di ferro di rio marina. in questo periodo portoferraio divenne il porto adibito al trasporto del ferro dalle miniere elbane al continente e da ciò deriva il nome attuale.
successivamente portoferraio tornò sotto il dominio del granducato di toscana fino all unità d italia nel 1860. nel carcere della città fu rinchiuso e morì il noto brigante carmine crocco di rionero in vulture ricordato per le sue rivoluzioni contro il governo sabaudo di vittorio emanuele ii.
portoferraio conobbe un periodo economicamente stabile come tutta l isola grazie alle miniere di ferro fino agli inizi degli anni 70 quando l industria del ferro entrò in crisi. rapidamente le miniere vennero smantellate (l ultima venne chiusa nel 1981) ma portoferraio grazie alle sue spiagge seppe riciclarsi nell industria del turismo che ancora oggi rappresenta la principale fonte di ricchezza.