da nord via roma:
autostrada a1 con uscita caianello e proseguimento per telese- benevento e pietrelcina
da nord via pescara:
autostrada a14 con uscita a termoli e proseguimento per boiano-benevento e pietrelcina.
da napoli, bari e salerno:
autostrada a16 con uscita benevento e poi si prosegue per pietrelcina
Pietrelcina - benevento - campania
pietrelcina è un piccolissimo borgo (m 345 ab. 3063) situato a circa 12 km del capoluogo. questo è il paese natio di francesco forgiane ovvero padre pio dove è presente un maestoso e suggestivo presepe vivente. importante perché nella casa del religioso è possibile visitarla come in tutto il piccolo borgo è presente qualcosa legato al santo.
Luoghi d'attrazione
città di benevento:
nulla in italia è più antico di benevento che secondo le leggende locali fu fondata o da diomede o da ausone un figlio di ulisse e circe. nonostante fu senza dubbio un antica città ausonica fondata molto prima della conquista sannita di questa parte d italia la si ritrova in scritti solo all epoca sannita e fu una fortezza cosiì inespugnabile da scoraggiare l impresa di conquista ai romani per tutta la prima e seconda guerra sannita.
solo nella terza roma riusci a conquistarla. nel 275 a.c. i romani al comando di manlio curio dentato vi sconfissero il re dell epiro pirro e l antico nome di maleventum venne tramutato in quello di beneventum per testimoniare il buon evento della vittoria. nel 268 a.c. diventa un colonia romana a tutti gli effetti divenendo un nodo stratefico ai fini del commercio tra roma e l oriente. sul percorso della via appia ancora oggi troviamo dei monumenti romani importanti come l arco di traiano costrutito per accogliere il ritorno da oriente dell imperatore. fu costruito il teatro romano che poteva ospitare 10.000 spettatori teatro di maestosa capienza per l epoca.
nel medioevo fu disputata tra goti e bizantini periodo nel quale perse le proprie mura.al periodo longobardo risale la chiesa del monastero femminile benedettino di s. sofia (fondata da gisulfo ii e completata nel 762 da arechi ii primo principe longobardo) e l attiguo chiostro con archi a ferro di cavallo e capitelli scolpiti. il duomo in stile romanico a cinque navate è famoso per le sue porte esempio mirabile di scultura romanica. il ducato longobardo durò circa 5 secoli per poi passare sotto il dominio pontificio che pur con qualche interruzione si protrasse per quasi otto secoli. la città fu saccheggiata da federico ii nel 1229 e nel 1241; nel 1266 vi si svolse la celebre battaglia tra manfredi e carlo d angiò il quale restituì benevento alla chiesa.
ceduta in feudo da callisto iii a pietro ludovico borgia e da alessandro vi al figlio giovanni (1497) benevento fu travagliata da lotte intestine fino al 1530 quando fu sottoscritto un atto di pace. nel 1688 un forte sisma colpi la citta distruggendola in gran parte e fu poi ricostrutita grazie alla volonta di tutta la popolazione e all aiuto economico del cardinale vincenzo m.orsini divenuto poi papa con il nome di benedetto xiii.
fu occupata da ferdinando iv di borbone dal 1768 al 1774 poi aderi nel 1799 alla repubblica partenopea in nel 1806 divenne possesso di napoleone che istituì un principato ponendovi a capo il talleyrand.dopo il congresso di vienna benevento tornò alla chiesa. una sollevazione popolare nel 1860 segnò la fine del dominio pontificio sulla città che con un plebiscito scelse l annessione al regno d italia. benevento è stata decorata di medaglia d oro al valore civile per il coraggioso comportamento della popolazione durante i tragici bombardamenti del 1943.
chiesa di santa sofia in benevento:
fondata dal duca gisulfo ii e completata da arechi ii nell anno 762 forse come chiesa nazionale del popolo longobardo. arechi ii vi annesse una comunità di suore anch esse benedettine incorporandola al cenobio preesistente ed intitolò il tutto pare su suggerimento di paolo diacono alla santa sofia cioè alla santa sapienza a somiglianza del più famoso tempio giustinianeo di costantinopoli.
questa abbazia in seguito a donazioni e lasciti divenne una delle più potenti dell italia meridionale; essa raggiunse l apogeo nel secolo xii non solo per la sua chiesa monumentale ma anche per il suo "scriptorium" dove si usò la scrittura beneventana divenuta famosa nel mondo. santa sofia ebbe così risonanza anche fuori d italia ed un trovatore francese del xii secolo fa celebrare in essa le nozze di un re. in seguito seguendo la sorte di quasi tutti i monasteri decadde fino ad essere abbandonata dai benedettini nell anno 1595. la chiesa di santa sofia si presenta come un edificio di eccezionale interesse nell ambito dell architettura europea del primo medioevo. la pianta generale è originalissima e del tutto nuova per l epoca non derivata da esempi romani o bizantini. essa presenta un nucleo centrale costituito da un esagono ai cui vertici sono collocate sei grandi colonne (provenienti probabilmente dall antico tempio di iside) collegate tra loro con archi sui quali si sviluppa la cupola.
intorno a questo esagono centrale troviamo un secondo anello questo decagonale con otto pilastri in blocchi di pietra calcarea bianca intercalati da strati di mattoni e da due colonne subito dopo l ingresso. i pilastri non sono disposti in conformità ai canoni classici ma radialmente ciascuno con i lati differentemente orientati così da renderli paralleli ai retrostanti muri del perimetro. l andamento di quest ultimo è sconcertante: dapprima circolare viene ad un certo punto bruscamente interrotto da pareti a forma stellare per ritornare di nuovo circolare in corrispondenza del portale d ingresso. tutto ciò crea giochi di prospettive effetti illusionistici scomposizioni chiusure di spazi coordinati ad effetti geometrici ben precisi e basati su rapporti reciproci frutto di una acuta ed originale intelligenza costruttiva.
valga ad esempio la straordinaria varietà delle volte dovuta all insolito accoppiamento della corona esagonale con quella decagonale: il susseguirsi di volte prima quadrangolari poi romboidali ed infine triangolari è probabilmente un richiamo alla forma delle tende usate dal popolo longobardo durante il suo lungo girovagare in europa. lo splendore dell antica chiesa è inoltre testimoniato dai resti degli affreschi delle absidi i quali pur nella frammentarietà che ne impedisce l interpretazione iconografica rivelano un ampio respiro e tanta potenza espressiva. la chiesa era completamente affrescata. lo dimostrano i frammenti tuttora visibili oltre che nelle absidi anche su di un pilastro ai piedi del tiburio e negli spigoli delle pareti a stella. nelle due absidi laterali sono presenti elementi superstiti del ciclo dedicato alla storia di cristo. in particolare in quella di sinistra è rappresentata la storia di san giovanni battista in quella di destra la storia della vergine. della prima rimangono due scene: l annuncio a zaccaria e zaccaria muto; della seconda l annunciazione e la visitazione.
santa sofia non ha mantenuto sempre lo stesso aspetto nel corso dei secoli.nel secolo xii la chiesa subì infatti un primo restauro che lasciandone intatta la pianta originaria vi aggiunse un campanile sulla parte sinistra della piccola facciata ed un elegante portichetto – protiro – all ingresso poggiato su quattro colonne. ì questo determinò il parziale abbattimento della facciata che in origine era lunga solo 9 metri.nella lunetta centrale al di sopra del nuovo portale così realizzato venne anche inserito un bassorilievo che ora si trova sulla porta d ingresso della chiesa. in esso è raffigurato cristo in trono la vergine a destra ed alla sinistra san mercurio martire (milite romano le cui reliquie - tumulate nel 768 - attualmente riposano sotto l altare della cappella destra) con a fianco un monaco inginocchiato forse l abate giovanni iv restauratore della chiesa. all interno si sostituirono i due pilastri all ingresso con colonne e si sistemò una "schola cantorum" nell esagono centrale. il terremoto del 1688 che rase a suolo la città causò ingentissimi danni anche in santa sofia. tutta la struttura risultò seriamente lesionata: crollò la cupola centrale esagonale a spicchi molto più bassa di quella attuale e senza aperture; il campanile romanico si rovesciò sul protiro distruggendolo completamente.
con la ricostruzione in forme barocche del 1698 (e le ulteriori modifiche avutesi in seguito al successivo terremoto del 1702) dovuta all allora arcivescovo di benevento cardinale orsini - divenuto poi papa benedetto xiii - si apportarono radicali trasformazioni che determinarono la scomparsa della primitiva configurazione longobarda e causarono la quasi completa distruzione dei preziosi affreschi del secolo ix. gli interventi consistettero tra l altro nella trasformazione della pianta da stellare a circolare nell abbattimento e ricostruzione in nuove forme dell abside centrale nella rastremazione degli otto pilastri e nella realizzazione della nuova facciata tuttora esistente. si realizzarono inoltre due cappelle laterali e la sacrestia. l interno fu completamente intonacato ed arredato secondo il gusto barocco.nel 1951 iniziarono a cura della soprintendenza ai monumenti di napoli i lavori di restauro che con scrupolosi (ma discussi) interventi permisero di riportare alla luce l originale schema strutturale murario longobardo e di completare poi le parti demolite o manomesse in occasione della trasformazione barocca.
in particolare furono eliminate le due cappelle a lato della facciata l abside centrale ed il muro circolare che aveva incorporato gli spigoli esterni delle pareti stellari. queste ultime vennero ricostruite seguendo le indicazioni fornite dalle ricerche archeologiche. leggeri furono invece gli interventi sulla facciata barocca: furono obliterati i due finestroni ed il rosone mentre il portale fu arretrato nella posizione originaria.
cattedrale di cerreto sannita:
la costruzione del duomo ebbe inizio nel 1691. consacrato al culto nel 1698 rovino dopo la sua ultimazione e si dovette ricominciare daccapo con i soccorsi chiesti a papa benedetto xiii in visita a benevento. e a tre navate con 12 altari in marmo policromo. si innalza tra il seminario e l episcopio con due campanili sormontati da semicupole rivestite in <> giallo-verdi. la facciata in pietra calcarea locale è opera probabile di bartolomeo tritta autore anche dello scalone monumentale di s.martino e della facciata della chiesa di s.maria.
l interno ricco di stucchi e cornici decorative conserva rare tele di autori locali (a.de leone f.gagliardo m.foschini) e di scuola napoletana del settecento (de falco amalfi fischetti palumbo morla). gli splendidi monumenti marmorei come il paliotti dell altare maggiore eseguito nel 1735 dal pagano ad intarsio tecnica assai piu eleborata dell appariscente mosaico e gli stemmi di alcuni vescovi la rendono una delle chiese piu interessanti dell intera diocesi. nella cripta non visitabile sepoltura dei vescovi.
da vedere:
> nella cappella del ss.sacramento: l ultima cena di fischetti dall originale andamento verticale;
> nel presbiterio: gesu tentato dal demonio e gesu servito dagli angelo affreschi di francesco palubo;
pietra sepolerale in marmo policromo intarsiato:
> nella cappella dell immacolato: i busti lignei di s.anna e s.giuseppe capolavori di g. gori;
> nell altare: reliquie di s.palerio vescovo di telese(sec.ix) e del suo diacono s.equizio.
castello medievale guardia san framonti bn:
la struttura fu fatta edificare presumibilmente dal normanno raone capostipite dei sanframondo nel 1139. il restauro attuato tra il 1980 ed il 1985 pur con qualche forzatura nella ricostruzione ha posto in massima evidenza la sua condizione di vedetta sulla sottostante valle e di rifugio inaccessibile per naturale eventuale difesa. la maestosità e l imponenza di questo maniero valorizzate appunto con il restauro e consolidamento restano intatte ancora oggi maestosità ed imponenza dovute anche al fascino che deriva dalla mole enorme di pietre che si dispongono su di un altrettanto enorme macigno naturale di roccia calcarea. nel restauro la scelta degli elementi di completamento è stata adattata alla vetustà del manufatto e tanto al fine di ridare l esatta dimensione storico-temporale.
nel complesso architettonico restaurato hanno trovato sede:
- un teatro all aperto con palco in parete naturale avente una capienza di circa 600 posti a sedere. vi è possibile accederci dal giardino pensile attraversando un arco a tutto sesto che si apre ai piedi dell unica torre rotonda superstite;
- la sala mostre dotata di strutture posizionate su tracce della muratura esistente da cui si accede per un originale scaletta incassata nella roccia alla torre quadrata e poi ancora fino alla fontana del castello fontana che con le altre tre esistenti impreziosisce il centro storico;
- la sala panoramica attrezzata per convegni con capienza di 150 posti a sedere.
Città vicine
pietrelcina pesco sannita pago veiano benevento castelpagano castelpoto castelvenere san giovanni rotondo padre pio piana romana sant agata dei goti avellino salerno napoli caserta morcone cusano mutri fragneto monforte faicchio