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BED AND BREAKFAST AI BALCONI - Pescantina - VERONA - Voto: 27


il b&bbalconi si trova a pochi minuti dal centro di verona nella tranquillità e nel verde della valpolicella, collegato ottimamente dalla tangenziale con cui si raggiunge facilmente l aeroporto catullo, l uscita autostradale verona nord e il lago di garda con i suoi parchi giochi gardaland, zoo safari e canevaworld.
si tratta di una villa recentemente ristrutturata, composta da tre camere elegantemente arredate con mobili antichi, bagno con idromassaggio, ampio salone per il relax, possibilità di utilizzo della cucina e giardino estivo dove è possibile aver servita la prima colazione.

Anteprima foto inserite

sala colazione camera delle rose camera verde con idromassaggio camera blu porticato per colazioni all aperto

(euro) a notte bassa stagione a notte alta stagione settimanale
Singola
Doppia
Tripla
Suite


Recapiti di bed and breakfast ai balconi

Indirizzo: via Brennero, 10 - Balconi di Pescantina
Telefono: +39. 0457156182
Telefono2: +39. 3486520119
Fax: +39. 0457156182


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Pescantina - verona - veneto
pescantina: cenni storici
le origini del paese si perdono in tempi remoti. mancano testimonianze preistoriche; sono invece abbastanza numerose e riguardano più località dell attuale territorio comunale quelle di epoca romana. da questo lembo della valpolicella provengono per esempio il cippo funebre di lucio tenazio varo ora custodito nel museo maffeiano di verona quello di marco tenazio labeone ora al museo archeologico il frammento miliare noto come "miliare di arbizzano" epigrafi latine e altri reperti. in loco rimangono il coperchio di un sarcofago con scene di caccia astragali e fogliette (si all interno del campanile di s. lorenzo in una nicchia a livello del pavimento) un ara con puti alati strumenti sacrificali e motivi floreali. la storia di pescantina rispecchia a grandi linee quella della valpolicella. questi territori facevano parte con ogni probabilità di quel "pago arusnate" che è ricordato in più di una iscrizione e che riuniva gli agglomerati siti tra l adige e i lessini occidentali (gli arusnati reano una popolazione di origine retica la cui cultura era in buona parte affine a quella delle vicine popolazioni galliche e venetiche). due grandi avvenimenti: la vittoria sui cimbri da parte di cario mario e la costruzione della "via claudia augusta" (15 a.c - 47 d.c.) portano queste terre verso la definitiva romanizzazione. sia in epoca romana che successivamente tutta la bassa valpolicella rivesti grande importanza strategica. più eserciti muovendo verso verona passarono l adige sfruttando probabilmente i guadi esistenti inquesto tratto di fiume e traghetti occasionali o permanenti (è probabile che quello esistente presso piazza s. rocco data la felice collocazione fosse di origini molto antiche). secondo gli storici procopio e claudiano qui si sarebbe svolta anche la battaglia tra le milizie di stilicone generale di onorio e i visigoti di alarico. nel medioevo i villaggi di arcè s. lucia (pulio) settimo e pescantina risultano inseriti nella "vallis provinianensis" una delle due zone in cui era diviso il territorio della valpolicella. e quasi certo che solo ad arcè fosse sorto un castello. le vicende medioevali furono caratterizzate dal susseguirsi di influenze diverse prima dai carolingi e poi dagli imperatori tedeschi. con federico della scala nel 1311 la valpolicella fino all adige divenne contea e formò una unità amministrativa e giudiziaria indipendente. nel 1404 e 1405 il territorio di pescantina fu messo a ferro e fuoco dalla guerra tra carraresi e veneziani nel corso della quale fu anche costruita e successivamente abbattuta una bastia (tra arcè e pescantina). un secolo dopo altri eventi bellici protagonisti gli eserciti austriaci spagnoli e francesi apportarono nuove distruzioni. sotto il dominio veneziano caratterizzato da una duratura "tranquillità sociale" si svilupparono in notevole misura le attività legate al commercio sul fiume adige che diedero al paese ricchezza e notorietà. per un paio di secoli e più pescantina fu uno dei perni della navigazione atesina e godette di particolare benessere. in questo arco di tempo tuttavia il paese non risultò estraneo al verificarsi di grandi calamità: le spaventose pestilenze del 1576 e 1630 condussero all altro mondo più di metà dei suoi abitanti. l arrivo delle armate napoleoniche alla fine del 1700 portò ancora devastazione e ruberie (si ricorda l ecidio perpetrato dalle truppe francesi nel 1797) e inaugutò un ventennio fitto di episodi bellici nel quale si accentuarono i segni di declinio dei traffici sul fiume. durante la dominazione austriaca sofferta ma non particolarmente dura pescantina non fu toccata dalle guerre (i fatti del 48 coinvolsero marginalmente la zona di s. lucia) ma subi il collasso dovuto al crollo del commercio via acqua soppiantato dal ben più economico trasporto su rotaie (è datata 1859 l inaugurazione della strada ferrata tra verona e trento). nel 1866 con l unità verona e il veneto tornarono all italia e si apri un nuovo capitolo della nostra storia. i conflitti mondiali di questo secolo chiesero il sacrificio di numerosi giovani del paese. il loro nome è inciso sui monumenti ai caduti in piazza s. rocco e a settimo. pescantina fu l approdo di quanti dopo l internamento nei campi nazisti riuscirono a ritornare in patria. il monumento dedicato agli ex internati che sorge presso la stazione ferroviaria di balconi è un monito contro ogni barbarie e una speranza di pace.





Luoghi d'attrazione
siti archeologici
grotta di fumane: nel comune di fumane sulla vecchia strada che porta a molina nella val dei progni negli anni 60 l archeologo g. solinas scoprì quello che oggi è chiamato appunto "riparo solinas" o semplicemente "grotta di fumane". oltre a ossa animali sono stati rinvenuti anche manufatti (raschiatoi conchiglie forate punte di selce) risalenti al periodo di passaggio fra l uomo di neanderthal e l homo sapiens. il ritrovamento più importante resta però una pietra dipinta considerato il più antico reperto di pittura di tutta europa.
lo sciamano raffigurato in una di queste pitture è una figura antropomorfa la cui testa porta due corna e le cui braccia sono tese verso l esterno.
ponte di veja: situato in una suggestiva valletta tra boschi di castagni si può ammirare questo spettacolare monumento naturale uno dei ponti in roccia più belli e più grandi d europa.
la struttura anticamente costituiva la porta d ingresso di un immensa caverna carsica crollata a causa dell azione erosiva del sottostante corso d acqua che ancora oggi nelle ridotte dimensioni di ruscello solca la valle formando una piccola cascata. le dimensioni del ponte sono eccezionali: l altezza dell arcata varia dai 24 m sul lato occidentale ai 29 m di quello orientale lo spessore va dai 9 agli 11 m mentre la distanza massima tra i piloni è di 52 m.
sotto il ponte si aprono alcune profonde grotte luogo di ritrovamento di importanti reperti preistorici. è stata inoltre ricostruita una capanna preistorica a scopo principalmente didattico e collegata alla rete museale del museo di sant anna. la tradizione vuole che al ponte di veja si sia ispirato dante alighieri nel descrivere le malebolge dell inferno nella “divina commedia”.
e invece probabile che andrea mantegna nel realizzare l affresco dell "incontro" nella camera degli sposi del palazzo ducale di mantova si sia ispirato al ponte di veja.
per la sua eccezionalità è stato dichiarato riserva naturale del parco della lessinia.
grotta dell orso: nel pilone sinistro del ponte di veja si apre una profonda caverna lunga circa 180 m. che fu utilizzata come riparo dall uomo preistorico fin dal paleoloitico superiore (da 40.000 a 14.000 anni a. c.).
nella grotta chiamata "dell orso" per le tracce della presenza di questo animale sono stati rinvenuti numerosi strumenti per la caccia in pietra osso e corno visibili in parte nel locale museo preistorico di s. anna d alfaedo.
spluga della preta: sugli ampi e verdi pianori che costituiscono la parte più elevata del corno d aquilio si apre la "spluga della preta" una delle più profonde (985 m) e famose cavità carsiche d italia formata da una serie di pozzi verticali collegati tra loro da stretti cunicoli esplorata per la prima volta nel 1925. la formazione della spluga chiamata anche "bus de pealda" è dovuta all inabissamento delle acque di superficie che con la loro azione erosiva hanno dato origine a cavità e gallerie sotterranee. all ingresso della spluga nidifica un gran numero di corvi: una leggenda nata quando la lessinia era terra di confine con l austria vuole che si tratti delle anime dei contrabbandieri precipitati di notte nell abisso.




nell arte aurignaziana sono note figure simili interpretate come stregoni o sciamani in estasi.





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