come arrivare
-arrivando da milano : prendere la tangenziale direzione savona /piacenza uscire in corso iv novembre (rivoli) (non prendere per il frejus)
-arrivando da piacenza prendere la tangenziale in direzione milano e uscire in corso iv novembre (rivoli)
-arrivando da savona prendere la tangenziale in direzione milano e uscire in corso iv novembre (rivoli)
-arrivando dalla francia (frejus) prendere direzione savona/ piacenza e uscire corso iv novembre (rivoli) seconda uscita
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Sangano - torino - piemonte
cenni storici
l origine del nome sangano è alquanto incerta c è chi lo fa derivare dal torrente sangone ma la notizia è poco probabile. il casalis lo storico degli stati sardi afferma che dai documenti del marchese adalberto del 929 appare il nome di sango e sangone nonchè quello di sanganum. il primo cenno storico riferito a sangano risale al 1004 allorchè il vescovo di torino gezone dona all abbazia di san solutore le terre di sangano. questa abbazia fu eretta sulle rovine della prima chiesa cristiana costruita a torino dedicata a san solutore morto decapitato sulle rive della dora baltea a ivrea il 20 gennaio 286. nel 1254 gli abati cedettero sangano a bonifacio signore di piossasco per pagare alcuni debiti ma ne rientrarono in possesso trent anni dopo. l abbazia di san solutore venne distrutta dai francesi nel 1536. verso la metà del settecento l abbazia dei s.s. solutore avventore e ottavio venne detta abbazia di sangano. il territorio fece parte della castellania di rivalta appartenente agli orsini. il 16 settembre 1730 il senato di torino approvò i bandi campestri riferentesi al territorio di sangano. dal 1928 al 1956 sangano fece parte del comune di bruino.
l acquedotto dell impianto di sangano
un po di storia...
l acquedotto dell impianto di sangano
l acqua fornita dai pozzi torinesi (siamo nei primi decenni del 1800) in special modo da quelli poco profondi andava facendosi sempre meno buona per il quotidiano inquinamento del sottosuolo causato dalla decomposizione delle materie organiche di rifiuto.
il fenomeno naturalmente s accompagnava all espansione edilizia della città e fu appunto per assicurare i mezzi capaci di garantire sul piano igienico un adeguato e sereno incremento demografico che autorità medici ed esperti orientarono i loro sforzi verso l unica soluzione possibile: quella cioè di procedere alla realizzazione d opportune condutture sotterranee in grado di apportare direttamente nelle case l acqua "salubre e pura" delle sorgenti o quanto meno di "falde acquee lontane dai centri abitati e perciò non soggetta ad inquinamento".
durante il primo trentennio del secolo xix le acque di molti pozzi furono sottoposte ad analisi con risultati sempre meno favorevoli nei riguardi dell igiene cittadina; di qui le crescenti ansie delle autorità accompagnate dal desiderio della popolazione di veder finalmente affluire a torino acque salubri opportunamente incanalate con mezzi ed accorgimenti atti a preservarle da ogni possibile contaminazione.
i desiderata della popolazione torinese avevano avuto favorevole eco alla corte di carlo felice e nel 1832 (un anno dopo la scomparsa del re) la sua vedova maria cristina incaricava l ingegner ignazio michela di studiare i mezzi più idonei per convogliare a torino "acqua potabile di sorgente sempre fresca sempre pura sempre abbondante derivandola direttamente dalle alpi o da luoghi elevati che poco distassero dalle medesime. l acqua di tali alti siti derivata doveva arrivare da sé e per la sola pressione propria a tutte le case di questa città ed a tutti i piani delle medesime liberando così gli abitanti dell incomodo e della spesa di dover attingere l acqua da bere da pozzi quasi sempre inquinati portarla a mano su per le scale sulle quali non puossi far a meno di versarne sempre qualche porzione la quale è sovente cagione di pericolo per chi è obbligato a montare e discendere per le medesime principalmente in ragione del gelo che vi si produce nell inverno…".
la relazione dettagliatissima presentata dall ingegner michela alla sovrana prevedeva sei progetti atti a fornire torino di acqua potabile. maria cristina resa edotta nel frattempo che un gruppo di facoltosi cittadini intendeva costituirsi in società onde fornire torino di acqua potabile mise a loro disposizione il progetto michela offrendosi inoltre di concorrere finanziariamente alle spese a condizione che l acqua venisse fornita "gratuitamente e a perpetuità" a tutti gli istituti di beneficenza torinesi.
la società venne ufficialmente costituita nel giugno del 1847 e nella rosa dei suoi primi cinquantatrè fondatori (fra i quali figura il nome illustre del conte camillo cavour) si elesse la commissione la quale dopo l analisi delle acque e un ponderato esame della parte tecnica e finanziaria dei sei progetti presentati fu unanimamente concorde nel dare la preferenza a quello della val sangone.
nella parte che si riferisce alle analisi risulta che "l acqua del sangone è acqua potabile dolce non cruda non selenitosa contiene appena 19 milligrammi di carbonato di calce che l acqua della sorgente del sangone era acqua purissima e cuoceva i legumi in un ora e mezza mentre con quelle della fontana di santa barbara dei pozzi di torino e della cossola ci volevano due ore". la commissione si documentò inoltre circa la quantità di acqua pro capite fornita quotidianamente dagli acquedotti delle maggiori città allo scopo di poter su questa base calcolarne il quantitativo medio occorrente alla popolazione torinese.
in possesso di tali dati si propose allora di fornire 66 litri al giorno per ciascun abitante vale a dire 8.580 metri cubi per l intera popolazione che s aggirava allora sulle 150.000 unità. tale quantitativo con l ausilio delle fontane già esistenti avrebbe potuto raggiungere i 20.000 metri cubi sorpassando largamente il fabbisogno preventivato.
dopo sei anni di lavori l impianto di val sangone era in grado di funzionare con una potenzialità massima di 650 litri al secondo una media di 400 e una minima di 100. gli sforzi ebbero il meritato riconoscimento la domentica 6 marzo 1859 giorno in cui autorità e popolo salutarono esultanti lo zampillo augurale della fontana di piazza carlo felice.
l inaugurazione del primo acquedotto torinese avrebbe dovuto essere solennizzata dalla presenza del conte di cavour ma erano giorni di febbrile e ansiosa vigilia d armi per il nostro piemonte che si preparava alla guerra contro l austria e il presidente del consiglio nell impossibilità di liberarsi dai pressanti impegni dell ora fu sostituito alla cerimonia inaugurale dal ministro dei lavori pubblici.
agli entusiastici consensi della folla si univano le fanfare della guardia nazionale i discorsi del presidente della società del ministro del sindaco concordi nel celebrare lo straordinario avvenimento che poneva torino all avanguardia delle città più progredite.
anche la stampa cittadina partecipe della gioia popolare dedicava largo spazio alla storica giornata: "la fontana provvisoria - così scriveva la gazzetta del popolo il 7 marzo 1859 - che fu preparata in piazza carlo felice alle ore 10 e mezzo in presenza dei ministri e del corpo municipale elevava il suo enorme getto alla prodigiosa altezza di oltre venticinque metri. siccome poi il getto - concludeva l articolista - elevandosi a così straordinaria altezza era causa che il corpo d acqua convertendosi in pioggia veniva ad adacquare gran parte della piazza fu giocoforza moderarlo. ma nei giorni di lunedì e martedì dalle 12 all una si rinnoverà la spinta dell acqua alla sua massima altezza e ciò serva d avviso per quelli che intendano godere di questo singolare spettacolo".
l impianto iniziale
l impianto iniziale di questo primo acquedotto si componeva di alcune gallerie d attingimento situate a sangano presso trana in sponda sinistra del torrente sangone le quali unite a quella situata a sponda destra che nel territorio di bruino raccoglieva le acque della sorgente lilla davano origine a un canale in muratura a pelo libero che passando in vicinanza di rivalta e di grugliasco si spingeva con percorso d una decina di chilometri fin presso la località regina margherita frazione di collegno a sud della "strada di rivoli". l acqua veniva raccolta in un serbatoio a forma di galleria della capacità di 2.600 metri cubi e di qui scorrendo sotto l attuale corso francia scendeva per gravità attraverso una conduttura del diametro di 450 millimetri (costruita in lamiera di ferro chiodata e stagnata tipo chameroix con giunti a piombo) per arrivare fino a piazza carlo felice. da questo condotto principale si dipartivano le prime tubature secondarie (costruite parte in lamiera chiodata come la principale e parte in ghisa) formanti la rete di distribuzione che abbracciava allora una zona abbastanza estesa del centro tradizionale di torino.
tratto da "l acqua a torino" di carlo bima
Luoghi d'attrazione
nella stagione calda c è molto vicino a noi un bellissimo parco aquatico non lontano la reggia di stupinigi e a 18 km tutta la torino barocca con tutti i musei egizio del cinema etc. oltre alla mole antonelianna la gran madre di dio piazza vittorio la piu grande piazza europea senza monumenti circondata dai sui magnifici portici e la stupenda basilica di superga
Città vicine
avigliana ; caratteristica per i suoi due laghi dove si possono fare sport nautici vela o sci nautico e la sacra di san michele arroccata su una montagna all imbocco della valle disusa
rivoli: con il suo castello con tante mostre sempre attive e il suo bel centro storico
giaveno : rinomato per i funghi
venaria reale : dista da noi 7 km si raggiunge con la tangenziale in 10 minuti e si puo visitare la famossa "reggia"