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ALBERGO PARCO DELL ETNA - Bronte - CATANIA - Voto: 32


piccolo chalet a mt.908 sul lato nord ovest dell etna dotato di ottima cucina a base di funghi, asparagi, suino nero dei nebrodi e pistacchio di bronte. consigliate escursioni per le antiche trazzere regie dell etna fino ai monti: minardo, (dove nidificano gli ultimi esemplari di aquila reale) monte scavo, monte maletto o per il bosco della miraglia dove potrete vedere allo stato brado il famoso suino nero dei nebrodi o risalire fino alla fonte del fiume simeto, interessante la visita al castello nelson - maniace con la sua splendida chiesetta di epoca medioevale, fatta erigere dal condottiero giorgio maniace nel 1163 a memoria della vittoria sui saraceni conseguita in quel luogo.
e possibile, previo avviso, effettuare escursioni a cavallo o in mountain bike., visitare ed effettuare degustazioni presso aziende che lavorano il pistacchio; di notevole interesse: il real collegio capizzi e la sua rinomata biblioteca, il museo dell antica civiltà contadina e il museo dei presepi.
chi volesse soggiornare durante periodo della sagra del pistacchio di bronte (fine settembre prima settimana di ottobre) occorre che prenoti con notevole anticipo.


Anteprima foto inserite

piccolo chalet a 908 mt sul lato nord ovest dell etna, dotato di ottima cucina a base di funghi, asparagi, verdure selvatiche, suino nero dei nebrodi e pistacchio di bronte. tramonto sull  etna camera in stile chalet montano arredata con mobili in pino di svezia esterno hotel sala ristorante ingresso hotel

(euro) a notte bassa stagione a notte alta stagione settimanale
Singola
Doppia
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per camere con piu letti sono possibili prezzi particolari

week end lungo, venerdi domenica, sconto del 10%

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Recapiti di albergo parco dell etna

Indirizzo: carlo alberto dalla chiesa 1
Telefono: +39. 095691907
Telefono2: +39. 3283841073
Fax: +39. 095691907


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Appartamento Soggiorno Vacanza Grenoble (Francia)
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aeroporto fontanarossa, stazione circumetnea.



Bronte - catania - sicilia
con gli occhi di oggi scopriamo insieme la nostra storia il nostro passato mitologico e reale: il ciclope bronte l unione dei 24 casali la storia dell antica abbazia di maniace. scopriamo come la città di bronte e il suo territorio furono proprietà dell ospedale di palermo prima e degli eredi di horatio nelson dopo.
un vassallaggio che portò uno stentato sviluppo economico e che per secoli fu la principale causa della miseria e dei moti rivoluzionari che sfociarono nei sanguinosi fatti del 1860.



Luoghi d'attrazione
castello nelson maniace taormina e il suo incantevole mare di isolabella giardini naxos lago gurrida lago trearie gole dell alcantara boschi dei nebrodi con dei percorsi natura inimmaginabili l etna e il suo fascino randazzo citta medievale bronte e il suo famoso pistacchio.

Città vicine
1° giorno


la porta dell etna


chi volesse trascorrere qualche ora immerso nella natura incontaminata tra una vegetazione fitta e rigogliosa e panorami mozzafiato deve recarsi a bronte il paese più alto dei comuni etnei.
il suo territorio di grande interesse naturalistico guarda al parco dei nebrodi ma ricade quasi interamente nel parco dell etna inerpicandosi sul vulcano sino alla sua sommità oltre i 3000 metri.
considerato da sempre la porta dell etna bronte apre ai turisti il versante più bello del vulcano. l itinerario che vi consigliamo si snoda partendo da quota 1000 metri in contrada fontana murata raggiunge poi il rifugio di monte scavo la pista di sci da fondo e ritorna giù fino a contrada la nave che si trova sul versante est e costeggia il territorio di bronte.
lasciando la statale 284 e percorrendo una strada sterrata chiamata fontana murata-bosco maletto ci si addentra nell omonimo boschetto lasciandosi alle spalle il paese e la civiltà moderna.
un senso di pace ci pervade alimentato dal silenzio che regna in questi luoghi interrotto soltanto dal fruscio del vento che si infrange sui vecchi alberi di roverella leccio e castagno.
il bosco è molto curato ed è facile incontrare bovini maiali e cinghiali che possiamo trovare anche a quota 1000 a due passi da contrada cucchiara dove il comune sta realizzando un area attrezzata per pin nic all aperto.
nell area tutto è in armonia con la natura i muretti sono realizzati in pietra lavica tagliata con maestria a forza di piccone e l uomo ha stabilito con la natura un rapporto di rispetto e reciproco scambio oramai da centinaia di anni.
più procediamo e ci avviciniamo alla vetta del vulcano e più il paesaggio si popola della vegetazione tipica del luogo: faggi pini abeti e qualche betulla. durante la traversata ci si imbatte in una serie di rifugi. tra questi le case pappalardo a disposizione di chiunque voglia utilizzarli dopo aver fatto formale richiesta all azienda forestale di catania.
all interno i rifugi sono forniti di cucina caminetto tavoli a volontà e scalda acqua a legna utile per chi desidera fare una doccia. naturalmente chi decidesse di trascorrere la notte nei rifugi dovrà munirsi di comodi sacchi a pelo.
chi invece volesse avventurarsi alla conquista del vulcano dovrà affrontare salite molto ripide. a quota 1400 metri incontriamo il cartello posto dal parco dell etna che ci informa che siamo entrati nella zona "a" cioè l area di tutela integrale del territorio e dopo un po arriviamo sulla pista altomontana la strada che percorre ad alta quota l intero cono vulcanico. a questo punto possiamo riposarci un po dato che le salite almeno per il momento sono finite. ci accingiamo a raggiungere il rifugio monte scavo meta ambita per molti escursionisti dove il terriccio della strada diventa rosso e la vegetazione a tratti scompare perché il territorio è stato devastato dal fiume di lava del 1974.
a ridosso del rifugio di monte scavo la vegetazione diventa di nuovo fitta al punto da adombrare tutta la strada per farla nuovamente illuminare dal "maggio ciondolo" un fiore pensile giallo che la fa sembrare rischiarata da un lampadario.
qui il panorama è spettacolare. si aprono pure parecchi sentieri che conducono nei luoghi più interessanti ma è a due passi da li proseguendo nel territorio di bronte che incontriamo la grotta dell annunziata. qui dopo aver affrontato la grande salita della pista da sci da fondo arriviamo al piccolo ma accogliente rifugio monte maletto immerso e quasi nascosto dagli alberi dove la vegetazione si arricchisce del ginepro dell etna e di funghi tra cui il profumatissimo porcino.
una breve sosta e proseguiamo ritornando sulla pista altomontana fino a raggiungere bosco sciarelle di proprietà comunale. da li cominciamo la nostra discesa incontrando altri due rifugi quello appositamente chiamato sciarelle e quello di trentasalme che invece è di proprietà dell azienda foreste demaniali. qui tramite sistemi tradizionali che utilizzano pompe a manovella l acqua raggiunge l interno dei rifugi attrezzati anche di tavoli e barbecue. i rifugi sono il luogo ideale per concedersi una sosta e dopo aver pranzato usciti dal territorio demaniale si arriva in contrada "nave" costeggiando una maestosa bocca eruttiva. il nostro viaggio fra le meraviglie malettesi dell etna è finito ed ora non ci resta che ritornare a casa. scendiamo quindi ritrovando una strada asfaltata che ci riporta sulla ss 284 a qualche km dal punto di partenza.

2*22

2° giorno

2
piano dei grilli
a poca distanza dall hotel parco dell etna si trova una strada in basolato lavico e dopo avere attraversato un area del tipico pistacchieto di bronte e un suggestivo tratto di lave cordate (pahoehoe) dell eruzione del 1651 si giunge all inizio del sentiero davanti una casermetta forestale.
il primo tratto è caratterizzato dalla presenza di ginestre (ginesta aetnensis) a portamento arboreo seguite da un bosco di lecci e roverelle. nella tarda primavera il paesaggio si riveste di meravigliose ed estese fioriture di ginestra (genista aetnensis) dal profumo inebriante. la ginestra è un ottima colonizzatrice delle lave in virtù delle sue forti radici che riescono pian piano a disgregare la lava ed a preparare il terreno a piante che si insedieranno successivamente
il sentiero si sviluppa su un altopiano caratterizzato da ampie praterie; la vista spazia con ampie vedute del versante nord ovest dell etna punteggiato da coni vulcanici di varie epoche e affascinanti angoli di natura ancora integri. costeggia monte minardo monte peloso monte tre frati e monte ruvolo ritornando al punto di partenza.
lungo il sentiero si possono incontrare “pagghiari in pietra” e ovili caratteristici del mondo pastorale
dell etna soprattutto del versante nord occidentale dove i pastori si riparavano dal vento dalla pioggia e dal sole. la pianta di questi edifici è circolare; il fabbricato è realizzato con pietrame lavico assemblato a secco senza l uso di malta e cementi. se siete fortunati potrete ammirare gli ultimi esemplari di aquila reale dell etna dall apertura alare impressionante.
consigli e attrezzature.
curare l abbigliamento in funzione del clima e della morfologia del terreno: il vestiario dovrebbe essere comodo tanto da consentire libertà di movimento ma robusto per evitare graffi. le scarpe potranno essere più o meno pesanti purché fornite di una buona suola per affrontare il terreno lavico.
non uscire dal sentiero segnalato. potreste recare disturbo alla vegetazione ed agli animali ( in questa area nidificano le ultime cinque aquile reali esistenti sull etna) .
il sentiero attraversa un area protetta. non buttare carta ed oggetti non estirpare o danneggiare piante non raccogliere fiori non accendere fuochi. fate in modo che chi visiterà il sentiero dopo di voi non si accorga del vostro passaggio.
durante il soggiorno sarà organizzata una visita ad un laboratorio dove si lavora il pistacchio e si preparano i deliziosi prodotti dolciari (dal gelato al pesto di pistacchio) con degustazione e possibilità di acquisto. e altresì possibile organizzare delle visite guidate alle cantine etnee con degustazione dei vini del vulcano visita al museo etnologico dell antica civiltà contadina e al museo dei presepi.




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