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ALBERGO CASE VACANZA AL VECCHIO FRANTOIO - Camerota - SALERNO - Voto: 40


il jolly residence comodi appartamenti per una vacanza rilassante vicino al mare mediterraneo a pochi passi da marina di camerota nell ancora naturale parco del cilento ideale per una vacanza al mare. composto da 12 appartamenti gestiti in modo accurato dalla fam. mea che lo rende un luogo cordiale e accogliente a gli ospiti. servizi: un ristorate dove sarà possibile gustare i prodotti tipici del cilento preparati dalla nonna ed un servizio escursionistico per il parco. dotazione: spazio esterno con giardino, terrazzo con stenditoio e lavatrice, parcheggio privato e spiaggia privata.

Punti di forza di albergo case vacanza al vecchio frantoio
durante il soggiorno : - per i nostri ospiti 3 volte alla settimana vengono organizzate cene di degustazione dei prodotti tipici del parco nazionale del cilento. - in compagnia delle simpatiche chef potrai imparare a cucinare le ricette della dieta mediterranea. - le nostre guide potranno accompagnarti nei sentieri del parco dove avrai la possibilità di vivere un esperienza indimenticabile a contatto con la natura – per gli amanti dell archeologia si organizzano durante il soggiorno visite a velia e a paestum – i pescatori del posto ti accompagneranno a spasso per vedere le innumerevoli calette e grotte che si susseguono lungo la costa – per i più sportivi: - un attrezzato centro diving per organizzare immersioni, snorkeling e corsi di sub - noleggio imbarcazioni - – escursioni a cavallo con guida lungo le gole del mingardo – escursioni trekking lungo le pendici dei monti del parco
Anteprima foto inserite

il nostro Residence Jolly Casa Vacanze a pochi passi dal mare Caletta lugo il sentiero CEE Le 12 Torri Marina di Camerota Casa Vacanza Jolly Residence Comodità degli appartamenti Le nostre serate al Vecchio Frantoio Costa raggiungibile a piedi dal Residence Al Vecchio Frantoio Marina di Camerota Il Vecchio Frantoio presente presso il nostro ristorante

Servizi

Disponibilità di Guide Specializzate per trekking, Passeggiate Naturalistiche e Campi Scuola;
Escursioni a Cavallo, Trekking Someggiato Scuola di Cucina, Scuole Sub, Escursioni in Barca

(euro) a notte bassa stagione a notte alta stagione settimanale
Singola 15 50
Doppia 30 100 70
Tripla 12 100 700
Suite


Recapiti di albergo case vacanza al vecchio frantoio

Indirizzo: via sirene 15
Telefono: +39. 0974932662
Telefono2: +39. 3497888445
Fax: +39. 0974932154


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Appartamento Soggiorno Vacanza Grenoble (Francia)
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marina di camerota si trova lungo la strada statale 562, ad 8 km est di palinuro, 5 da camerota, 18 da san giovanni a piro, e circa 90 da salerno. l area costiera comprende ad ovest le zone e località di grotta del ciclope (che ospita una famosa discoteca), cala del cefalo, cala finocchiara, cala d arconte (con un isoletta adiacente) e calanca. ad est vi sono lentiscelle, cala fortuna e cala monte di luna, cala bianca, pozzallo e porto infreschi.




Camerota - salerno - campania
cenni storici
nel xvii secolo marina di linfreschi non era altro che un gruppo di case a capo dell infrischi con pozzo forno deposito e taverna abitata da contadini e pescatori addetti alle fortificazioni della costa. la popolazione cresce molti marinari della costiera amalfitana e sorrentina vi si stabiliscono e l abitato si espande intorno ad una chiesa intitolata a san domenico di guzmán.è il 17 luglio 1848 e ferdinando ii borbone firma il decreto che stabilisce: " l aggregato di case lungo il litorale di camerota prende il nome di marina di camerota".
nel xix secolo e agli inizi del xx ha subito il fenomeno dell emigrazione rivolta in particolare verso il sudamerica ed il venezuela: per i legami mantenuti con quelle terre in una piazza del centro di fronte al porto è stata eretta una statua al "libertador" venezuelano simón bolívar al quale sono anche dedicati la via pricipale del paese e uno dei due cinema locali.
tra mito e leggenda il nome viene fatto anche risalire a quello della fanciulla kamaraton bella come una dea ma dal cuore di pietra. la leggenda narra che il nocchiero di enea palinuro se ne innamorò follemente arrivando addiritura a inseguire la sua immagine nel fondo del mare andando incontro al suo destino. colpevole di amore non corrisposto kamaraton venne trasformata in roccia da venere la roccia su cui oggi sorge camerota testimone perenne di uno sfortunato amore
grotte paleontologiche
per via della natura carsica del suolo marina di camerota è nota ai paleontologi per le interessanti grotte sparse per tutto il suo territorio nella maggior parte delle quali a partire dagli anni 50 del 900 sono stati fatti importanti ritrovamenti archeologici risalenti principalmente all età della pietra.
a cominciare dal confine con palinuro lungo la cosiddetta cala del cefalo si ritrovano grotte che fino all epoca delle scoperte erano abitate da pastori con le famiglie: tra di esse sono da menzionare la grotta del pesce o quella dell autaro (quest ultima oggigiorno ospita una famosa discoteca). ai margini settentrionali dell abitato esisteva la grotta della calanca oggi non più esistente per via di un crollo. altre importanti sono la grotta sepolcrale o del poggio la grotta di manfregiudice (a pozzo e pericolosissima) la grotta della serratura (sulla spiaggia di lentiscelle e così chiamata per la sua forma) la grotta della cala o dell uomo preistorico ed il riparo del poggio o nicchia gamba (che rappresenta i resti di quella che fu una grotta crollata già in epoca preistorica).

altre ancora si trovano sulla costa e sono raggiungibili solo via mare: tra queste sono da menzionare la grotta di santa maria la grotta di porto infreschi (accessibile via mare e all interno della quale c è una sorgente d acqua freschissima la cui ossidazione ha colorato la roccia vivacemente) e la grotta delle noglie o delle noie così detta per il doppio ingresso a forma di salsiccie napoletane (dette appunto noglie).

nel 1960 alcuni resti di crani umani ritrovati nella grotta sepolcrale e mal ricostruiti fecero per breve tempo ritenere che fosse stato ritrovato un "anello mancante" nella catena evolutiva umana giacché i reperti (risalenti al paleolitico medio) si presentavano come quelli di un individuo dal mento sporgente e dalle notevoli capacità craniche in netta contrapposizione all uomo di neanderthal. al presunto ominide venne dato il nome di homo camerotensis ma dopo poco tempo studi approfonditi ne fecero cadere la già debole identità.
duna fossile ed acropoli di capo grosso
a circa 2 km ad ovest dell abitato nelle vicinanze di capo grosso è stata scoperta alla fine degli anni 60 una duna fossile che ha restituito interessanti reperti dell era paleolitica e neolitica. poco lntano sono stati ritrovati i resti di un insediamento greco forse un acropoli risalente al vii-vi sec.a.c.
una delle grotte di lentiscella è adibita come piccolo museo dov è esposto il leone di caprera una goletta che nel 1890-1891 attraversò l atlantico da montevideo a livorno; il cui nome è un omaggio a giuseppe garibaldi così soprannoninato.
uno dei 3 membri dell equipaggio pietro troccoli (1852-1939) era cittadino di marina di camerota emigrato giovanissimo in uruguay. dal marzo 2007 e per 2 anni circa l imbarcazione sarà a livorno per restauri.
torri del telegrafo:
fra i motivi d interesse meritano citazione le tre "torri del telegrafo" o "saracene" attualmente in restauro. risalenti all epoca borbonica esse costituivano un sistema di vedetta e comunicazione ed erano dislocate in punti strategici opportunamente individuati lungo la costa tirrenica meridionale.
esse sono nell ordine la "torre dell isola" la "torre del poggio" e la "torre zancale".
villa mariosa villa mariosa è opera di un architetto francese. è costituita da due torri limitrofe e un grande loggione con arcate che si affaccia direttamente sugli scogli con una scaletta che arriva fino al mare. qui intonò i primi accordi vocali la bella rina mariosa un famoso mezzo soprano degli anni trenta la quale sposò il noto direttore d orchestra ermanno wolf-ferrari amante di questo luogo. spesso veniva a villeggiarvi anche gaetano lama il noto maestro napoletano che proprio lì compose la celebre melodia "marì dint o silenzio" conosciuta poi come "silenzio cantatore" su testo di libero bovio. una targa all esterno della villa (situata fra calanca ed il porto) e con alcune strofe della canzone commemora l evento.



vista aerea di Marina di Camerota - hotelditalia.com Le ville del centro storico - hotelditalia.com la torre dello zancale una passeggiata lungo il litorale. - hotelditalia.com


Luoghi d'attrazione
parco nazionale del cilento e parco marino della costa degli infreschi. la riserva di biosfera mab-unesco il comitato consultivo sulle riserve della biosfera del programma mab (man and biosphere) dell unesco il 10 giugno del 1997 ha inserito all unanimità nella prestigiosa rete delle riserve della biosfera il parco nazionale del cilento e vallo di diano. il concetto di riserva di biosfera introdotto nel 1974 dal "gruppo di lavoro del programma mab sull uomo e la biosfera" dell unesco fu messo in atto nel 1976 con l attivazione della "rete mondiale di riserve di biosfera" ritenuta la componente chiave per realizzare l obiettivo del mab: mantenere un equilibrio duraturo nel tempo tra l uomo ed il suo ambiente attraverso la conservazione della diversità biologica la promozione dello sviluppo economico e la salvaguardia degli annessi valori culturali.le riserve di biosfera sono dunque "aree individuate in ecosistemi o in combinazioni di ecosistemi terrestri e costieri/marini" e riconosciute a livello internazionale nell ambito del mab (quadro statutario della rete mondiale delle riserve di biosfera)


Città vicine
palinuro- foria di centola- pastum- velia sono tutti luoghi vicini e che offrono scorci spettacolari sono parte tutti del parco nazionale del cilento che nel giro di un ora di auto possono essere visitati per una giornata
grotte marine di capo palinuro sono 32 le cavità finora censite di superficie e sommerse che si insinuano e si articolano in gallerie e sale scavate nella roccia del costone palinurese delle quali solo alcune vengono sfruttate come attrazione turistica mediante esplorazioni guidate su imbarcazioni che incessantemente prendono il largo dal porto alla scoperta di quelle che sono vere e proprie opere d arte naturali quali la celebre grotta azzurra la grotta d argento la grotta dei monaci e la grotta del sangue. la sola grotta azzurra la più conosciuta e visitata per gli splendidi giochi di luce e l intensità d azzurro di cui le sue acque si caricano che costituisce un forziere di preziosi spunti per gli speleologi e biologi che dai primi anni 80 conducono incessanti e fruttuosi studi sulla natura morfologica floristica e faunistica dell incavo definito un “laboratorio biologico in miniatura”. nell ambito di pochi metri infatti si raggruppano variazioni di luci di idrodinamismo o di apporti trofici che nell ambiente esterno possono interessare decine o addirittura centinaia di metri; grazie anche alla presenza sui fondali di sorgenti termali da cui sgorgano acque sulfuree che mescolandosi alle acque marine generano con i solfobatteri disposti sulle superfici rocciose caratteristiche “nevicate” da cui trae ispirazione il nome del famoso antro della grotta noto come sala della neve e raggiungibile attraverso immersione subacquea. la favolosa tradizione delle origini di palinuro trova poi espressione nella grotta delle ossa in località marina di molpa dove è stato rinvenuto il reperto archeologico più antico. le pareti della grotta sono incrostate di ossa di uomini e animali. inizialmente gli studiosi forti delle testimonianze lasciate dagli scrittori vetusti pensavano appartenessero ai romani i quali per due volte naufragarono presso questi lidi: una volta durante la prima guerra punica quando una flotta romana di ritorno dall africa perse cinquecento navi; una seconda volta al tempo di ottaviano quando alcuni legni dell imperatore non riuscirono a riparare nel porto di palinuro. i morti di entrambe le sciagure si accumularono secondo gli esperti in tre grotte successivamente ostruite.

cala fetente: è la maggiore manifestazione del feno­meno idrotermale di capo palinuro. i primi venti metri della parte subaerea della grotta lunga 300 metri sono percorribili a piedi fino ad un lungo lago. i vapori di acido solfidrico (uovo marcio) si sentono chiaramente avvicinandosi con la barca infatti la zona si chiama calafetente. l immersione è impegnativa per la ridotta visibilità delle acque lattiginose e per gli stretti passaggi inoltre non è possibile emergere nel lago in qualsiasi punto. le pareti sono incredibilmente bianche e lanugginose per la massiccia pre­senza delle colonie di solfobatteri. una caratteristica forma di corrosione chiamata "il dente" segna l inizio di uno stretto tun­nel lungo 200 metri. all ingresso è vera­mente mozzafiato l imponente flusso di acqua opalescente che sale in superficie separato dall acqua di mare alla quota di -9 metri.
borgo medievale di san severino di centola
trattasi di borgo medievale nato intorno al 1200 ai piedi del castello fondato verso il 1045 dal normanno turgisio giunto nella regione al seguito di roberto il guiscardo. il nome deriva dalla famiglia sanseverino che lo tenne insieme con altri feudi nell italia meridionale fino al 1400. situato sui dirupi della gola del diavolo dove nel 1075 venne ucciso in un imboscata il longobardo guido conte di policastro. alle sue pendici scorre il fiume mingardo. in epoca medievale era una postazione strategica di difesa. è situato all interno del parco nazionale del cilento e vallo di diano. di notevole interesse il presepe vivente che si celebra ogni anno il 28 dicembre. si tratta di una rievocazione storica della natività con l intento di far rivivere il borgo ora disabitato. a causa del tempo e dell incuria degli uomini il borgo ha mantenuto intatta solo la chiesa posta al centro del vecchio paese. è tuttavia ancora possibile scorgere le vecchie case quello che resta del castello ed insomma la vita di allora tramite un percorso attrezzato.
paestum è un antica città della magna grecia sacra a poseidone (poseidonia) ma devotissima anche a hera e atena. il suo territorio è ancora oggi cinto dalle mura greche così come modificate in epoca lucana e romana poi.

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