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AGRITURISMO DOLCE VERDE - Castiglione del Lago - PERUGIA - Voto: 28


la struttura nasce come grosso centro di allevamento di bestiame ed arrivò a contenere fino a 400 capi di suini. nell anno 2000 vengono iniziati i lavori di ristrutturazione recuperando i vecchi materiali e mantenendo lo stile della fattoria per poi terminare nel 2007 diventando agriturismo.

l agriturismo è un antico casolare contadino sapientemente ristrutturato in cui sono stati ricavati 4 appartamenti mantenendo lo stile rurale ma con a disposizione i confort moderni per trascorrere al meglio le vostre vacanze tra le bellezze dell umbria e della toscana.

tutte le attività sono gestite a livello famigliare, con la passione di chi ha sempre fatto ciò in cui crede.

l agriturismo dolceverde è situato a pochi minuti di macchina dal centro storico di castiglione del lago (perugia). e immerso nel verde degli oltre 10 ettari di superficie di cui è composta l azienda agricola, insieme alle 40 piante da frutto di diverse varietà, un oliveto, una vigna e un orto sempre ricco di prodotti di stagione. e possibile passeggiare tra l ampio parco di alberi e siepi tipici del paesaggio umbro-toscano, vi divertirete a scoprire le varie stradine secondarie per raggiungere il laghetto dove ammirare i volatili presenti o cimentarsi nella pesca.

Anteprima foto inserite

La struttura nasce come grosso centro di allevamento di bestiame ed arrivò a contenere fino a 400 capi di suini. Nell anno 2000 vengono iniziati i lav Agriturismo Dolce Verde Castiglione del lago - Agriturismo Dolce Verde Castiglione del lago - Umbria Agriturismo Dolce verde Castiglione del Lago - Umbria Agriturismo Dolce Verde Castiglione del Lago - Umbria www.agriturismodolceverde.it Agriturismo Dolce Verde Castiglione del Lago - Umbria

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Recapiti di agriturismo dolce verde

Indirizzo: Loc.Palazzetta
Telefono2: +39. 3318082430


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Appartamento Soggiorno Vacanza Grenoble (Francia)
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Castiglione del Lago - perugia - umbria
situato su di un piccolo promontorio che si
incunea nel lago il paese castello e ancora circondato da tutte le sue mura ed abbastanza lontano dalla zona residenziale moderna per non esserne alterato. originariamente paese di pescatori e poi zona agricola castiglione del lago e oggi il piu importante centro turistico del trasimeno. dopo gli etruschi ed i romani nel medioevo il castello fu a lungo conteso fra perugia firenze arezzo e siena grazie alla sua posizione strategica che ne faceva il maggiore riferimento militare dell intera area. passato definitivamente a perugia alla fine del 1100 nel secolo successivo paese e castello furono completamente ricostruiti per ordine di federico ii di svevia e da allora e giunto ai nostri giorni con poche variazioni. diventato caposaldo militare dello stato della chiesa nella meta del 500 il territorio fu concesso da papa giulio iii a suo nipote ascanio della corgna e nel 1563 fu elevato a marchesato. la famiglia della corgna fu insignita del titolo di duca nel 1623 ma con la morte senza eredi maschi del duca fulvio alessandro nel 1647 cesso di esistere la corte castiglionese ed il paese torno sotto la giurisdizione pontificia. nel 1870 il palazzo fu acquistato dal comune di castiglione del lago che ne fece la propria sede e recentemente e stato trasformato in museo.





Città vicine
città della pieve - nella monografia sul perugino del 1984 pietro scarpellini mette in evidenza come il vannucci nella sua giovinezza fosse stato un forestiero a perugia : la sua formazione avvenne infatti in toscana. un artista quindi che nato intorno al 1450 nell allora castel della pieve situata sul confine tra i territori di perugia e di siena si era formato tra arezzo e firenze vale a dire tra l ambiente di piero della francesca e la bottega sperimentale del verrocchio. il vannucci diventerà più propriamente “il perugino” soprannome affibbiatogli dai fiorentini solo a partire dal 1 gennaio 1501 quando aprirà bottega a perugia che già nel 1485 gli aveva concesso la cittadinanza. certo provenire da castel della pieve non significava essere propriamente umbri nè tantomeno perugini. castel della pieve sorta intorno al sec. vii d.c. come avamposto della tuscia longobarda in avvistamento di perugia bizantina verrà sottomessa dalla città del grifo nel 1188. da questo momento fino al primo ventennio del ‘500 si susseguiranno numerose ribellioni alla città dominante: la borghesia cittadina dedita soprattutto alla produzione e al commercio del laterizio e del panno aspira infatti alle libertà comunali. così a perugia guelfa e filopapale si oppone il pervicace ghibellinismo dei pievesi che guardano a siena la più grande potenza filoimperiale dell italia centrale. solo per un breve periodo dal 1228 al 1250 la città sarà libero comune sotto la protezione dell imperatore federico ii di svevia. in questo breve lasso di tempo la città si organizza a livello urbanistico come la vediamo tuttora modellandosi su siena. tutto ci rimanda alla città toscana: dalle tipologie edilizie all uso dei materiali costruttivi (laterizio) dal dialetto ai manufatti pittorici. varrà per tutte citare la presenza di un importante pittore senese della metà del sec. xiv jacopo di mino del pellicciaio seguace di ambrogio lorenzetti e di simone martini che affrescava una notevole “crocefissione” nell oratorio di san bartolomeo attiguo alla chiesa di san francesco. castel della pieve è inoltre legata all area senese da numerosi percorsi che la collegano alla via francigena situata ad occidente a circa 30 km di distanza. e facile immaginare come i mercanti pievesi si dirigessero una volta passati i ponti della chiana verso quella via di commerci internazionali che attraversava tutta la toscana per raggiungere l area padana. ma castel della pieve veniva a trovarsi su un altro importante percorso non certo meno battuto quello della via dell alpe di serra. la strada oggetto di recenti ricerche era stata costruita dai longobardi come collegamento tra la via emilia e la via francigena utilizzando in parte precedenti percorsi romani. da forlì la via raggiungeva l alpe di serra nell appennino tosco-romagnolo all altezza del passo dei mandrioli scendeva nella valle dell arno e guadagnava arezzo. da qui percorrendo il lato orientale della valdichiana si dirigeva verso castiglion fiorentino cortona la dorsale collinare di castiglione del lago castel della pieve orvieto montefiascone dove si ricongiungeva alla francigena. proprio ad arezzo a cavallo tra gli anni 1450-1460 piero della francesca eseguiva gli affreschi della “leggenda della vera croce” nell abside di san francesco uno dei caposaldi della pittura dell occidente. il vasari nella vita di piero afferma che il vannucci fu allievo del maestro di sansepolcro: “fu suo discepolo ancora piero da castel della pieve che fece un arco sopra sant agostino et alle monache di santa caterina d arezzo un suo s. urbano oggi ito a terra per rifare la chiesa. similmente fu suo creato luca signorelli da cortona”. vasari in quanto aretino aveva sicuramente notizie di prima mano e quindi è degno di fede.

nell ambiente di piero della francesca al vannucci e al signorelli dobbiamo aggiungere anche quel bartolomeo della gatta attivo ad arezzo cortona e castiglion fiorentino che come ha rilevato lo scarpellini ha con tutta probabilità affrescato una “annunziata” nella piccola chiesa della cercolana a panicale. in breve possiamo affermare che sul percorso della via dell alpe di serra a partire da arezzo per tutta la valdichiana si diffondeva il nuovo verbo pierfrancescano. nasceva inoltre su questo percorso quel sodalizio tra il vannucci il signorelli e il della gatta che darà prova di sè nel ciclo degli affreschi della sistina impresa capeggiata dal maestro pievese negli anni 1480-1482.

nella seconda metà degli anni 1460 il vannucci dovette poi recarsi a firenze presso il verrocchio dalla cui bottega usciranno personalità del calibro di leonardo e di botticelli. credo che a questa scelta abbia contribuito anche la situazione familiare del vannucci. il padre cristoforo nel 1459 era priore di castel della pieve e nel 1460 poneva la sua firma accanto a quella dei personaggi più ragguardevoli della città nell atto di pace tra le famiglie moscatelli tavoni bandini che si contendevano il predominio su castel della pieve. la pace veniva sottoscritta per iniziativa di braccio baglioni signore di perugia. i bandini ottenevano poi la signoria di castel della pieve e alcuni personaggi della famiglia diverranno uomini d arme al servizio di firenze e della serenissima. e probabile quindi che i baglioni in buoni rapporti con firenze o gli stessi bandini abbiano raccomandato il giovane pietro nella città toscana. nè andrà sottovalutata l importanza culturale degli ordini monastici gli agostiniani i francescani i serviti presenti a castel della pieve fin dalla seconda metà del sec. xiii e tutti gravitanti nell orbita toscana. inoltre stretti rapporti commerciali legavano castel della pieve a firenze: una colonia di mercanti fiorentini era situata proprio nei pressi della piazza della mercanzia nella via che ancora oggi conserva il nome di via fiorenzuola la piccola firenze.
panicale -
il perugino - "il martirio di san sebastiano" (1505)
la chiesa di san sebastiano in panicale (perugia)
la piccola chiesa si trova in cima a un colle posto a est del nucleo storico del pese ed è proprio all interno di questa piccola chiesa che possiamo trovare una delle opere più belle e importanti del perugino. il martirio di san sebastiano che quì viene rappresentato è sicuramente tra le opere di maggior pregio che pietro vannucci detto appunto il perugino realizzò nella sua vita. in quest opera troviamo il perugino intento a rielaborare quei problemi spaziali che lo avevano occupato sin dalla sua giovinezza. il "martirio" è infatti concepito come una rappresentazione astratta formata da figure geometriche: piramide rettangolo cerchio. la piramide centrale è costituita da quattro arcieri di apollinea eleganza come danzanti intorno al corpo del santo che placidamente riceve le frecce. dietro la scena si estende uno splendido panorama che poi è quello che si ammira fuori dalla chiesa verso il trasimeno a la valdichiana.

il teatro "cesare caporali"
percorrendo via caporali una delle strette stradine interne del paese ( dai panicalesi chiamate "borghi") giunti all altezza delle scalette che conducono al livello superiore del paese incontriamo il teatro comunale intitolato appunto a cesare caporali. il teatro insieme a quello di montecastello di vibio è tra i più piccoli teatri storici dell umbria e forse d italia. sorse nel sec. xviii come "teatro del sole" da quì il nome della compagnia teatrale che operò con successo per molto tempo e che anche oggi dopo un periodo di "riposo" ( circa 30 anni) ha ripreso la sua attività di gestione e produzione di spettacoli.
fu trasformato nelle forme attuali nel 1858 dall architetto giovanni caproni. l interno originariamente realizzato tutto in legno è interamente decorato con stucchi e medaglioni dipinti. dopo circa 30 anni di inattività dovuta allo stato di abbandono in cui la struttura versava dopo un complesso intervento di recupero oggi è perfettamente funzionate e in piena attività

la fontana del quattrocento in piazza umberto i°.
in piazza umberto i° si può ammirare la bellissima fontana del quattrocento. originariamente e in particolare nel periodo medievale ma anche per molto tempo ancora fino alla fine del 1800 la fontana altro non era che una cisterna di raccolta delle acque piovane acqua che veniva regolarmente utilizzata per i bisogni delle numerose famiglie che all epoca vivevano all interno del castello. solo ai primi anni del 1900 l apertura della cisterna fu chiusa e su di essa venne istallato il perno centrale con vasca e zampillo per creare l effetto fontana che ancora oggi possiamo ammirare





la chiesa della madonna della sbarra.
per chi arriva a panicale dalla strada che si inerpica nel versante ovest della collina di panicale appena 100 m prima delle prime case che storiche fuori le mura di panicale trova la chiesa della sbarra. la chiesa in stile toscano fu edificata a spese del comune e ultimata nel 1625. l interno della chiesa è diviso in tre navate con altare centrale e due alteri laterali. sopra la porta principale di ingresso possiamo trovare l organo ( non più funzionante dall ultimo evento bellico). oggi dopo numerosi interventi di restauro (ancora non del tutto completati) parte della struttura della chiesa è stata destinata dall amministrazione comunale a museo dei paramenti sacri e scuola del ricamo ars panicalensis.

la collegiata di san michele arcangelo.
la chiesa di san michele arcangelo è una possente struttura muraria che si erge a ridosso di piazza umberto i° conosciuta anche come chiesa di si s. angelo racchiude le sue origini in tempi antichissimi. la sua trasformazione risale intorno ai primi anni del 1700 quando la chiesa fu elevata al rango di arcipretura. la chiesa attualmente si presenta con una forma pressochè quadrata nella facciata principale non rifinita vi sono due portoni di ingresso sopra questi nell interno è collocato l organo del maestro morettini recentemente restaurato grazie anche all opera meritoria dell associazione pan kalon di panicale

nei luoghi del perugino fra ambiente arte e storia percorso fra mostre ufficiali itinerari consigliati ed alcune sorprese ...

se stando a città della pieve si sale in cima alla torre del vescovo lo sguardo coglie un ampio panorama sul lago trasimeno. questo paesaggio e l aria incantata che talvolta esso assume sono spesso il riferimento il suggerimento che si ritrovano negli affreschi del vannucci.

"l adorazione dei magi" (chiesa di s. maria dei bianchi città della pieve) eseguito nel 1504 è l affresco che più prepotentemente fa riferimento esplicito al paesaggio circostante. forse non a caso/in maniera altrettanto puntuale anche l affresco de "il martirio di s. sebastiano" (chiesa di s. sebastiano) presente a panicale eseguito appena un anno dopo sembra quasi "fotografare" con la pittura il paesaggio. a città della pieve è proprio al "perugino e il paesaggio" che è stata dedicata una mostra.

il nostro percorso parte da città della pieve e panicale per proseguire verso il santuario di mongiovino opera architettonica rinascimentale di importante rilievo ove sarà possibile ammirare gli affreschi di chi seguiva le orme del perugino. nella piccola chiesa di s. martino adiacente il santuario saranno esposti inoltre alcuni. oggetti . ed arredi sacri del rinascimento che fanno parte del ricco patrimonio del santuario.

dopo aver ammirato l arte degli architetti degli argentieri dei tessitori si parte alla volta di deruta centro universalmente noto per la per la produzione di ceramiche dove è possibile vedere la mostra "la ceramica umbra al tempo del perugino".
ecc eccc











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